Scene da un matrimonio tra San Valentino e la mezza di Verona

La mezza maratona di Verona, conosciuta anche come “Giulietta e Romeo Half Marathon”, si disputa ogni febbraio per celebrare il giorno di San Valentino, festa degli innamorati: nella mia breve carriera podistica, partita in sordina nel 2011, ho partecipato ad ogni edizione ed oltre ad aver collezionato le ennesime magliette tecniche inneggianti il sentimento più nobile, sono stata testimone del crescente successo di questa manifestazione: numeri importanti, supportati da un’organizzazione impeccabile, da una location geograficamente strategica e dall’inventiva del comitato organizzatore che da qualche anno affianca alla tradizionale distanza dei 21 chilometri una staffetta da correre in coppia. Quest’anno, complice il calendario, la domenica della gara è coincisa proprio con il giorno di San Valentino, il 14 febbraio. I numerosissimi runners che ieri hanno letteralmente popolato le vie della città scaligera, ricorderanno questa edizione soprattutto per la pioggia che è caduta incessantemente per tutta la durata della manifestazione. Io ricorderò l’edizione del 2016 come la peggiore in assoluto in termini di crono, a causa di una brutta bronchite che mi ha perseguitata nelle due settimane precedenti, ma soprattutto per la gara corsa in onore del mio matrimonio celebrato il giorno prima! Quale occasione migliore per festeggiare degnamente un evento così importante della mia vita? La mia passione più grande “al servizio” del giorno del fatidico SI al padre dei miei figli.

Sono una di quelle persone che hanno perennemente bisogno di “eventizzare” le cose importanti con qualcosa di concreto, assegnando loro in questo modo il giusto valore. Ho corso 21 chilometri sotto l’acqua, ma sinceramente ho percepito il gelo della pioggia solo dopo aver tagliato il traguardo: è stato un piccolo viaggio, un film rivissuto in slow motion – come la mia corsa monomarcia – che mi ha permesso di fissare in modo indelebile la bellissima giornata di sabato.

Un divorzio a testa ha condizionato per anni la scelta di regolarizzare la nostra unione, ma fedele al proverbio scritto in coreano antico che occupa mezza parete del nostro soggiorno, ho dato retta al mio cuore, che dicono non sbagli mai: “Per ogni cosa c’è il suo tempo”, e nella straordinaria quanto semplice verità di queste parole mi sono riconosciuta quando un lunedì mattina di 20 giorni fa ho detto a Maurizio:”Siamo a casa entrambi oggi….andiamo in Comune e avviamo l’ambaradam per il nostro matrimonio?”

“Stavo per proporti la stessa cosa”

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Per ogni cosa c'è il suo tempo
Per ogni cosa c’è il suo tempo

Detto fatto. Una volta presa la decisione mi sarei sposata anche il giorno dopo, e non per timore di ripensamenti di sorta, anzi…mi sono stupita della mia tranquillità, niente panico da sposina novella, niente prove abito, nessun appuntamento dal parrucchiere nè tantomeno dall’estetista (piccolo gossip: un velo di smalto trasparente sulle unghie me l’ha applicato al volo la mia testimone, la mitica campionessa Francesca Iachemet, quando mancava un quarto d’ora all’inizio della cerimonia)…Ci siamo sposati alle 17.00 di un giorno di febbraio 2016, il 13 per la precisione, dopo 17 anni di convivenza…alla faccia della scaramanzia!! Ma la mattina l’ho dedicata a pulire il frigorifero, il forno e a disporre lo scatolame della dispensa in base alla loro data di scadenza, quindi forse tanto tranquilla non ero…Del resto i fantasmi del passato scelgono sempre i momenti meno opportuni per riaffacciarsi alla memoria,ma mai come in questa occasione sono stata consapevole di fare la cosa giusta, con la persona giusta, nel momento giusto.

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“Per ogni cosa c’è il suo tempo”

E’ stata una splendida festa, molto intima ed informale, all’insegna della semplicità, della gioia e dell’amicizia: gli sposi, Alberto e Stefano i nostri figli, in jeans e camicia bianca, i testimoni vestiti di una sobria eleganza e di tanta emozione che alla fine ha contagiato anche noi e….fatta!! In un lampo ci siamo ritrovati marito e moglie, festeggiati da “pochi ma buoni” , compresi quei compagni di fatiche podistiche condivise con cui ho un legame speciale, anche e soprattutto grazie alla corsa. Siamo ufficialmente marito e moglie, ma mi verrebbe da dire che siamo sposati da 17 anni perchè ci siamo scelti, perdonati e amati ogni singolo giorno, prima ancora che questo nuovo cammino avesse inizio. Amo pensare che quella sul contratto non sia solo una firma che “ci cautela a vicenda”-ed è in un certo senso paradossale che abbiamo deciso di compiere questo passo proprio in concomitanza con i lavori in corso del governo sulla tutela delle coppie di fatto-ma una nuova occasione per riscoprirci  e per risceglierci ogni singolo giorno a venire.

IMG_2070Giuro: il giorno dopo è stata durissima uscire dal letto alle 5 del mattino per salire al volo sul pullman che mi avrebbe portato a Verona insieme alla squadra; ho dovuto letteralmente farmi violenza,e quel buonsenso di cui sono completamente priva per la prima volta ha rischiato di prendere il sopravvento: pioveva e io ancora tossivo come una pazza, e, cosa più importante, mi ero sposata il giorno prima, festeggiando degnamente seppur con pochissimi intimi. Ma credetemi quando dico che mi conosco quel tanto che basta per sapere con matematica certezza che l’alternativa di rimanere a casa avrebbe causato danni ben peggiori: avrei trascorso l’intera giornata rodendomi il fegato e rimpiangendo amaramente di non essere andata, scassando letteralmente l’anima a Maurizio incolpandolo magari di non avermi spronato a sufficienza, di non avermi “buttato fuori dal letto” e cose di questo tipo…..facendolo pentire a tempo di record del “si” pronunciato il giorno prima. Quindi ho preferito non rischiare e…ho fatto bene.

Ho voluto suggellare con la fatica di una gara il mio giorno speciale, che così è diventato meraviglioso (perchè io faccio SEMPRE fatica, anche quando corricchio, e 21 chilometri sono pur sempre una mezza maratona). E quando taglio il traguardo sono sempre contenta: ieri, finalmente lo ammetto, ero felice perchè l’ho fatto da sposata.

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