Non è stato un colpo di fulmine

L’unico ed indiscutibile colpo di fulmine che ho avuto nella mia vita è stato quello con il divano, un rapporto destinato a durare ancora molto tempo e che non conosce crisi di sorta. Tutto il resto è indistintamente passione, ossessione, terapia, sfogo, necessità. Penso ad esempio alla corsa, molto più di un hobby, che mi coinvolge nell’intimo e a cui “devo” molto: difficile immaginare la mia vita senza i giorni scanditi dagli allenamenti e senza qualche maratona in cui misurarmi.

Da un paio di mesi però, oltre a correre, faccio anche altro: complici gli “anta” e qualche acciacco regalatomi dal non essermi risparmiata a livello fisico in questo ultimo anno, ho voluto provare a cimentarmi nel nuoto.

Premessa: sapete già che mio figlio Stefano ha scelto questo sport come attività extrascolastica, ma forse non tutti sanno che Maurizio, mio marito, è anche istruttore di nuoto. Serve dirlo? Fedele al proverbio che recita “Nessuno è profeta in patria”, in più di 17 anni di convivenza non sono riuscita ad imparare a nuotare sotto la sua guida, e neppure nostro figlio.

Premessa numero 2: finchè facevo ancora parte della categoria dei trentenni, identificavo il nuoto come lo sport dei “vecchietti”, quell’attività motoria di ripiego a cui un atleta di qualsiasi disciplina ricorre per riprendersi da un infortunio o per mantenersi in movimento senza sovraccaricare le articolazioni, una roba da pensionati insomma. Eppure ho sempre ammirato campioni come Federica Pellegrini o Michael Phelps, e di loro tutto si può dire tranne che siano dei pensionati, ma chissà perché ho sempre fatto inconsciamente questo tipo di associazione: nuoto uguale attività di “serie b”. Ora lo sto testando sulla mia pelle e posso assicurarvi che assolutamente non è così, anzi!

Premessa numero 3: ho sempre detto che prima o poi, in questa vita, mi toglierò lo sfizio di provare a cimentarmi nel triathlon, perché un caro amico mi ha assicurato che è il mezzo migliore per tenere a bada le proprie nevrosi (e io ne ho da vendere), e anche perché, in fondo in fondo, nutro un’ammirazione sviscerata per questi super atleti che si fanno un mazzo tanto. Il nuoto però mi mancava totalmente e diciamo che l’idea di investire tanto tempo e denaro per poco più di un’ora e mezza tre volte in settimana, nell’acqua fredda, per poi uscire nel gelo delle serate invernali invece che tuffarsi nel divano, insomma….. Non è sempre facile, anche se ho pagato un abbonamento che non si può sicuramente definire economico, ma solitamente questa motivazione è sufficiente per farmi uscire di casa con il borsone. La corsa invece…. Non pago nulla, ma quando la voglia si fa desiderare, mi basta fare una sorta di plicometro con il pollice e l’indice della mia mano destra, pizzicare una bella porzione di….pelle? grasso? (no dai, è muscolo!) sulla pancia e…. Chi è Usain Bolt a confronto? Schizzo dal divano come una saetta e nel giro di 3 minuti son già fuori casa.

Il nuoto dicevamo….. Ho fatto e faccio ancora una fatica boia, nuotare per una decina di vasche consecutivamente, senza pause, mi provoca ancora un fiatone paragonabile ad un classico allenamento di ripetute sui 1000 metri, e dopo le prime lezioni ho sofferto di dolori muscolari alle spalle e ai pettorali degni del miglior allenamento con i pesi… Per non parlare di quanto ho bevuto e bevo tutt’ora: la direzione dell’impianto natatorio ha preso provvedimenti chiedendomi una cauzione all’inizio di ogni lezione: se il livello dell’acqua rimane entro certi limiti, mi viene restituita, se scende oltre, la perdo. Scherzi a parte, per me è stata anche una bella lezione di umiltà: ammetto che sono partita “sovrastimandomi” un po’; mi dicevo: “Figurati, sono maratoneta, fiato ne ho in abbondanza”… Oppure, assistendo dagli spalti agli esercizi di coordinazione di mio figlio durante le sue lezioni, quelle del tipo “una vasca con gambe a stile libero e braccia a rana”… Mpfhhh! Cosa vuoi che sia, un gioco da ragazzi, se ci riesce lui vuoi che non ci riesca io??!? MADONNA COME MI SBAGLIAVO SU TUTTI I FRONTI!!!!

Per quanto riguarda il fiato, nello stile libero, credo sia solo questione di trovare il giusto ritmo respiratorio, in definitiva riuscire a capire se è meglio respirare ogni due, tre o quattro bracciate, a destra e a sinistra, piuttosto che sempre a destra o sempre a sinistra, ma sento che la soluzione è vicina. Per quanto riguarda gli esercizi di coordinazione invece, quelli che io chiamo esercizi a prova di “sveglio”, posso definirmi ancora un ghiro, ma per lo meno si ride come pazzi.

Non credevo di “resistere”, mi rendo conto che per molti giorni ho cercato di autoconvincermi che il nuoto fosse WOW nonostante fossi convinta del contrario, anche grazie ad una profonda sensazione di disagio a mostrarmi in costume, cuffia ed occhialini…quella stessa cuffia oggetto di congetture più o meno velate da parte degli altri bagnanti: “Ma sarà la cuffia troppo stretta a tirarle gli occhi in quel modo?”. Ne sono certa perché qualcuno me l’ha anche chiesto esplicitamente; quindi, per fugare ogni dubbio, al termine di ogni lezione, quando esco dalla vasca mi tolgo la cuffia e mi sembra quasi di percepire in sottofondo “Aaahhhh, digo bèn…. Me pareva ben strano, l’ei cinese l’ei” e nel mio intimo mi scompiscio dalle risate.

Attualmente sono nella famosa fase dei miglioramenti concreti, quel meraviglioso periodo dove si percepiscono i progressi fatti da una lezione all’altra e che mi fanno uscire di casa con il borsone senza troppe storie. Il mio abbonamento è in scadenza, ma so già che lo rinnoverò: sinceramente non posso ancora affermare che il nuoto sia WOW, men che meno che con lui sia scattato il colpo di fulmine… Però un secondo appuntamento lo merita.

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