Piacere, Kim per gli amici, “mulo coreano” per pochi intimi

Ho il soprannome più bello del mondo: mulo coreano, korean mule per i miei amici sparsi per il mondo.

Tutto nasce nell’estate del 2012, quando decisi che la maratona di Venezia di quell’anno sarebbe stata il mio obiettivo principale. Era la mia terza gara sulla mitica distanza, e stavolta non mi sarei accontentata di finirla e basta: volevo fare il famoso salto di qualità, quello che, sotto le giuste direttive, porta a migliorarsi anche di molto. Leggevo già le riviste specializzate, i miei compagni di squadra, tutti maratoneti navigati, si prodigavano di consigli, molto si trovava già sul web, e io, dando a retta a tutti senza mai ascoltare veramente nessuno, finivo regolarmente per incasinarmi, allenandomi o troppo poco, o troppo e basta: praticamente arrivava domenica sera e io mi ritrovavo indifferentemente o fresca come una rosa pronta a ballare sui cubi per tutta la notte, o devastata sul divano incapace di fare qualsiasi cosa che non fosse il semplice respirare. Carico e scarico: non conosco….. Ripetute: sono stata ripetente ai tempi delle superiori, ma non credo sia attinente… Fartlek: è cugino del kebab e si mangia? Questo per farvi capire a che livello fossi…

Sarebbe piaciuto anche a me avere una persona di fiducia che potesse guidarmi, consigliarmi ed indirizzarmi in quello che considero ancora un pozzo senza fine. Per quanto mi riguarda, negli anni e con l’esperienza ho imparato che per preparare bene una maratona, tutto serve ma poco è veramente indispensabile: per me, una di queste cose indispensabili, è risultato essere avere una tabella predisposta da una persona di fiducia, che conoscesse le mie caratteristiche fisiche, le mie abitudini, e che fosse sufficientemente elastica e al contempo ferma nelle proprie decisioni per compensare il mio “stakanovismo ad ogni costo, mi piego ma non mi spezzo” e via discorrendo….

Ho trovato in Ivano Pellegrini il coach ideale, di enorme spessore umano nonché atleta di livello nazionale. Non esagero quando annovero il nostro sodalizio pro Venicemarathon fra i miei ricordi “targati running” più belli: con il proprio coach si crea un legame particolare ed esclusivo, e se è successo a me, nel mio piccolo, semplice e ristretto mondo di tapasciona, maratoneta appassionata per hobby, posso solo provare ad immaginare in che modo certe meccaniche nel rapporto tra atleta e proprio allenatore possa risultare determinante ai fini prestativi a certi livelli.

Un’altra cosa che ho imparato è che al proprio coach bisogna SEMPRE obbedire, e MAI raccontare frottole: tutti d’accordo, se fai di testa tua, perché diamine vorresti la tabella del coach (o amico fidato, collega, conoscente ecc. ecc.)? Tanto vale che ti arrangi… E che senso ha mentire sul fatto di aver corso 12 km di CL anziché i 14 previsti il lunedì? Avrai una coscienza, e magari li maledirai il giorno della gara trasformando quei 2 km mancanti nel capro espiatorio perfetto, colpevoli, a tuo modo di vedere, della gara disastrosa che stai disputando (un po’ debole come alibi ma a qualcosa bisogna pur aggrapparsi). Quindi, non credere di perdere punti agli occhi del tuo allenatore se ammetterai che non c’era proprio verso di correre quei 2 km in più, anzi! Guadagnerai il suo rispetto per aver avuto il coraggio di ammettere che non sempre si è in grado di essere e fare ciò che si vorrebbe.

Digitalizzato_20160305

Quel giorno a me successe il contrario: era mercoledì, per noi il giorno dell’allenamento di qualità; la tabella prevedeva il classico allenamento del maratoneta, 6 x 1000 Rme, con 1000 di recupero a ritmo maratona. Ogni tanto capita di incappare nel giorno perfetto, quello in cui ami la corsa all’inverosimile perché le gambe girano che è una meraviglia e ti sembra di volare senza fare fatica: non vedevo l’ora di dirlo al coach!! “Ivano, wow, oggi allenamento fantastico, ero in stato di grazia, le gambe correvano da sole….. Ho corso quasi tutti i 1000 a 8 secondi in meno, anche quelli di recupero….. In un paio di occasioni ho dovuto persino “rallentare” per non essere troppo veloce rispetto a quanto mi hai impostato tu”

Pensavo di ricevere una risposta entusiasta, invece arrivò la doccia fredda, anzi, gelata: “Se ho impostato quei determinati ritmi, ci sarà un motivo. Perché mi hai chiesto la tabella se poi fai di testa tua??!?”

“Scusami, hai ragione, certo certo, però mi conosci, no? Sono cocciuta come un mulo, e per di più coreana, combinazione letale! Odio essere così lenta, perché non proviamo ad impostare il ritmo gara qualche secondo in meno?” Ancora non sapevo che in maratona “scherzare” con 4/5 secondi al km può compromettere l’intera performance.

“Ascolta mulo coreano, sappi che io al mulo ho sempre preferito il cavallo…. Lento, ma cavallo, obbediente se possibile. Perciò, sii meno mulo e un po’ più cavallo, ok?”

“Ok, ma se devo essere cavallo a tutti i costi, il primo che mi viene in mente e l’unico con cui sento di potermi identificare, è questo!!

cavallo

Il cavallo avelignese, piccolo, tarchiato e tozzo, che sembra un pony e che somiglia così tanto a un mulo!”

Inutile dire che di lì a poco mi arrivò una sua chiamata, ma non riuscimmo a spiaccicare parola perché troppo impegnati a ridere come pazzi.

E… Serve dirlo? Alla Venicemarathon di quell’anno stabilii il mio primo PB (che ha resistito più di 6 maratone), nonostante le condizioni meteo veramente proibitive e al limite dell’annullamento della manifestazione: ed è questo a confermare l’ovvio. Io non sarò mai cavallo, anche se a volte mi impegno per esserlo e mi illudo di riuscirci. La verità è che io nasco mulo e morirò tale, e se quel giorno non fossi stata mulo coreano, al traguardo non ci sarei mai arrivata.

 

 

Tag:,

2 thoughts on “Piacere, Kim per gli amici, “mulo coreano” per pochi intimi

  1. Conoscevo già tutta la vicenda ma l’ho riletta volentieri. Quasi quasi mi fai tornare la voglia di preparare un’altra maratona… mitica Kim!!

    1. Cec, non potevi farmi complimento più gradito 🙂
      Se ti va, fammi sapere quale sarà la tua scelta appena avrai deciso, chissà che….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*