Per fortuna che c’è Pasquetta

Ogni volta che si avvicina Pasqua, a molti capiterà di pensare “Per fortuna esiste anche Pasquetta, che cade sempre di lunedì”. Poco importa che sia Pasquetta, il Primo Maggio o Ferragosto; quando una festività cade di lunedì, chissà perché, siamo tutti più contenti, più che se cadesse di venerdì. Pasquetta, lunedì dell’Angelo o lunedì dell’Ottava di Pasqua che dir si voglia, ci dà quella “tranquillità psicologica” data dal fatto che inevitabilmente coincide sempre con il primo giorno della settimana.

Fatta questa premessa, vi confesso che se dipendesse da me, il lunedì lo eliminerei fisicamente e credo che sarei in ottima compagnia, ma alla fine cosa cambierebbe? Il giorno “maledetto” della settimana diventerebbe il martedì e ci troveremmo , forse, messi peggio di prima. Io credo che il nocciolo della questione non sia tanto il lunedì piuttosto che il martedì, il primo giorno della settimana è sempre tremendo, anche se si chiamasse “orgasmo” e, per quanto mi riguarda, è inevitabilmente condizionato dal giorno di festa che lo precede: domenica, per molti la luce in fondo al tunnel , il giorno votato al meritato riposo, diventa il famoso giorno in cui si vorrebbe concentrare tutto ciò che non si è riusciti a fare durante la settimana, almeno nelle intenzioni. Nel suo “Sabato del Villaggio” Giacomo Leopardi è bravissimo a spiegarci come il fascino della domenica sia direttamente proporzionale alle aspettative di cui “la carichiamo” nel giorno che la precede: è proprio vero che la parte più bella del giorno di festa è l’attesa di quel giorno, perché tutto ancora può succedere e una volta che ci sono dentro, capita che quelle stesse aspettative vengano deluse, che il milione di cose che avevo progettato di fare si riduca in realtà ad un terzo di quanto previsto, e che in un momento indefinito della giornata (ma spesso questo momento si colloca a metà tra il pranzo e il pisolino sul divano) mi renda vagamente conto che la domenica è “finita” perché sono già con la testa al lunedì…. Anche se magari ho ancora tutto il pomeriggio a disposizione.

20150502_154540In quel momento vorrei tanto possedere una bacchetta magica per avere la facoltà di dilatare il tempo e ribellarmi a quel meccanismo mentale perverso che non mi permette di godere appieno di tutto quanto può ancora riservarmi la giornata: ecco che allora scatta una corsa frenetica all’organizzazione last minute di una qualsiasi attività che mi regali l’illusione di una domenica goduta nella sua interezza e nella sua realtà, non solo nelle intenzioni del sabato; che sia una passeggiata nei boschi, una puntatina al lago, la visita improvvisata (previa telefonata) a quegli amici che non vedo da una vita nonostante sia una vita che diciamo “Dobbiamo assolutamente vederci”, piuttosto che il cinema o una gita culturale al Muse poco importa: qualunque sia la scelta, ogni cosa alla fine va bene, per regalarmi la sensazione che la domenica è ancora lì con me, più viva che mai con le sue promesse da mantenere e ancora qualche sorpresa da riservare. E se così non fosse, poco male: almeno una volta all’anno so per certo che posso “rimandare” tutto a lunedì di Pasquetta.

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Concludo augurando a tutti due giorni da vivere nel miglior modo possibile, all’insegna della spensieratezza e dei buoni propositi che la primavera porta sempre con sé, anche se mi rendo conto che non è affatto facile alla luce di quanto è successo recentemente a Bruxelles (e non solo) e del clima di paura e sconforto che a volte sembra prendere il sopravvento. Non voglio addentrarmi in tematiche più grandi di me, so solo che l’essere umano non nasce né cattivo, né malvagio, e questa vignetta ha uno scopo puramente provocatorio, perché il cambiamento nasce da ognuno di noi, partendo, a volte, anche da una piccola riflessione.

Buona Pasqua a tutti, e una Pasquetta ancora migliore.

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