Corro anche per mangiare…..

Mangiare per correre o viceversa, correre per mangiare?

Io amo mangiare, e sono da sempre una buona forchetta, in perenne lotta con quel paio di chili che pur non essendo chissà cosa, su una struttura già tosta di suo, anzi di mio, si notano subito: sia che siano in più, che in meno.

Negli anni ho imparato a “conoscermi”, e, se posso, evito la bilancia come la peste perché mi dà regolarmente un responso che non corrisponde alle mie aspettative e non rispetta i famosi parametri: sono alta 1 metro e quasi 60 cm, e se scendo sotto i 58 kg comincio a star male, fisicamente e soprattutto psicologicamente. Per evitare di fasciarmi  la testa più del dovuto, quando ho bisogno di verificare se sono “fit” o meno, tiro fuori dall’armadio un vecchio paio di jeans, taglia 40 con percentuale di elastam praticamente pari a zero (ma di busto sono una 46 abbondante, e non certo per il petto ahimè, ma per la circonferenza toracica e le spalle); quando devo sdraiarmi sul letto per chiudere la cerniera e li sento tirare ovunque, soprattutto sotto il fondoschiena, in quella famosa fetta che rimane bianca e non si abbronza mai, perché, ahimè, oltre a non essere Pamela Anderson nel suo periodo di maggior fulcro, non sono nemmeno Belèn Rodriguez con il suo fondoschiena che sembra sfidare ogni umana, logica, indiscutibile legge riferita alla forza di gravità….. Dicevo, quando capita questo, praticamente ogni anno in questo periodo, dopo il letargo invernale in cui ho fatto scorta per eventuali carestie imminenti, non mi dispero più come una volta. Il mio rapporto con il cibo è sempre stato difficile e conflittuale in passato, e ho scoperto che questo è un denominatore comune per la maggior parte degli adottati: del resto il cibo è strettamente legato alla sfera dell’affettività, ma mi piacerebbe affrontare questo argomento in maniera più approfondita e “scientifica” in un post futuro.

fameIl mio presente “gastronomico” è costellato di mangiate sane (ehhmm) alternate a qualche mangiata malsana, ma senza  devastarmi di sensi di colpa: “Oddioooo, ho mangiato hamburger e patatine!!! E adesso??!?” E adesso chissenefrega, e che buone che sono ‘ste schifezze ogni tanto! Qualsiasi regime alimentare troppo rigido è destinato a fallire, almeno per quanto riguarda la sottoscritta. Solo per  fare un esempio, dopo aver letto un libro in cui si evidenziava lo stretto legame tra l’eccessivo consumo di carboidrati e farine troppo raffinate e un rischio proporzionalmente aumentato di incorrere precocemente in patologie tipicamente senili come l’Alzheimer e la demenza, ho abolito dall’oggi al domani il consumo di pane. Il pane per me ha un significato ancestrale, ne ho sempre mangiato più del dovuto, con la pasta, con il riso, per l’immancabile scarpetta e persino con la polenta! Mamma Emma mi racconta sempre di come ai tempi dell’asilo io arrivassi a casa il venerdì con le tasche del grembiulino strapiene di pane ormai raffermo. In questi mesi senza pane….. la mia memoria è sensibilmente peggiorata! Che i danni di una vita piena di pane si facciano sentire già da ora?

magna6Il fatto che io sia una runner che ama cimentarsi spesso nella mitica distanza della maratona, mi aiuta molto nel mantenere il peso quantomeno entro certi limiti, anche se di sicuro non sono una di quelle superfissate; ripeto, amo mangiare e “tenersi e riuscire a dire basta” non è sempre così facile, però….. quando preparo una gara di questo tipo, mi succede una cosa bellissima e mi piacerebbe sapere se anche per qualcuno di voi è così: è come se il mio corpo/cervello si autoregolasse e si autogestisse nel definire i limiti entro i quali rimanere, le quantità oltre le quali non eccedere, i nutrienti migliori di cui ha bisogno per funzionare a pieno regime e per recuperare nel modo migliore, senza demonizzare nulla. Se poi ci aggiungo qualche corsa a digiuno la mattina presto, che mi permette qualche piccolo sgarro in più ma sempre entro certi limiti perché, ricordiamolo, il dimagrimento è sempre dato dalla differenza negativa tra calorie introdotte e calorie spese, ecco che nel giro di qualche settimana il famoso paio di jeans entra che è una meraviglia e non tira sulle cuciture neanche se mi piego sulle ginocchia. Grazie anche di questo, cara corsa, e mangiamo di tutto…. un pò.

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