Praga delle meraviglie

Secondo voi è vero che nulla capita per caso? Io lo scorso dicembre non dovevo correre la maratona di Reggio Emilia, è stato un’improvvisata dell’ultimo minuto, un “capriccio da mulo coreano” (avevo corso a Verona meno di un mese prima) che ricorderò come la maratona in cui ho sofferto di più, fisicamente e psicologicamente, e me la son voluta…. Se non ci metto dentro il naso fino in fondo non son contenta. Ma a posteriori dico che ne è valsa la pena, fosse solo perchè in quell’occasione ho conosciuto alcuni componenti  del GS Valsugana con i quali ho condiviso alcuni momenti adrenalinici del pre gara e qualcuno goliardico del post; e questa è la premessa numero uno.

Premessa numero due: lo stesso gruppo all’epoca aveva in previsione una trasferta a Praga durante il mese di maggio di quest’anno per correre la maratona e con il pretesto della gara, perchè non visitare una delle città più belle d’Europa? Il mio connubio preferito, maratona e minivacanza: perciò è stato quasi ovvio aderire al loro invito “Kim, noi a maggio andiamo a Praga, ci stiamo organizzando. Dai, vieni anche tu che ci divertiamo!”

“Mah, duretta, ho i bambini….. Son sempre con la valigia in mano….. mmmh, maratona primaverile, non riesco mai ad allenarmi bene in inverno….. Quando semmai?…… Ne parlo un attimo a casa, ma non credo…. Ok, quando partiamo?”

Premessa numero tre: uno dei componenti di questo gruppo, è quel Pandreat senza il quale questo blog sarebbe ancora in qualche cassettino nel reparto sogni del bazar KIM. Allora è vero che nulla capita per caso e ogni cosa ha il suo tempo.

Manca la premessa più importante: esattamente un anno fa sono collassata qualche ora dopo la Wings for life a Verona e ho rischiato seriamente di andare al creatore. Ciò che si vede nei film è reale: nel momento clou, quella frazione di secondo in cui ti rendi vagamente conto che forse la tua ora è arrivata, quell’attimo sospeso in cui pensi “Ecco, ci siamo”, avviene una sorta di sdoppiamento: io SO di essermi vista dall’alto, un’altra ME assisteva impotente alla disperazione di Maurizio mentre mi assaliva una crisi convulsiva che mi ha lasciata inerme sul prato di casa di mia suocera. Ma se sono qui a raccontarvelo vuol dire che la mia disavventura si è conclusa nel migliore dei modi (certo è che l’ululato delle sirene del 118 ha fatto da sottofondo ai miei incubi per molto tempo): il corpo umano è una macchina quasi sempre perfetta, e nel mio caso ha voluto darmi un forte avvertimento, quasi un allarme: mayday, mayday, Kim, forse è il caso che ti riposi un po’, dopo 4 maratone in tre mesi e mezzo, un paio di mezze tra febbraio e marzo, i 30 km della Belluno Feltre ad aprile e i 20 km della Wings for life: quel 6 maggio dell’anno scorso sono partita per Verona senza il solito entusiasmo, mi sono svegliata già stanca e con il fermo proposito che quelli sarebbero stati gli ultimi chilometri di corsa per un bel po’. Ma noi runners siamo una categoria particolare, abbiamo sempre quel pizzico di spirito agonistico anche quando si tratta di correre per una buona causa (in questo caso buonissima, la Wings for life è un format fantastico e sono felice di aver dato il mio piccolissimo contributo): 20 km l’obiettivo minimo, centrato per un pelo, dopo aver corso con pessime sensazioni e con una fastidiosissima pulce nell’orecchio: ”Kim, fermati, c’è qualcosa che non va”……. Con il senno di poi, mi maledico per non essere stata in grado di ascoltarmi, il mulo koreano quella volta ha sbagliato di brutto! Non si trattava più di cocciutaggine, ma di puro autolesionismo…. Della serie, mi piego ma non mi spezzo, costi quel che costi almeno 20 li devo fare! Me lo dico da sola: CHE STUPIDA!

Da quel giorno il mio approccio con la corsa è cambiato; pur essendo ancora la mia passione più grande, la vivo in modo molto più disinvolto; dopo qualche settimana di riposo assoluto ho fatto una gran fatica a ricominciare praticamente da zero, ma non ho certo dimenticato: avrei corso i mitici 42 chilometri a distanza di un anno, per esorcizzare i miei fantasmi, e soprattutto perché la maratona è il mio personalissimo viaggio, ogni volta diverso, ogni volta meraviglioso, dopo il quale mi conosco un pò meglio di prima. Quale occasione migliore per ri-mettermi alla prova?

IMG_2406Praga, come dicono tutti, è veramente una città meravigliosa, piena di fascino e di mistero, ricca di storia, storie e leggende e io me ne sono innamorata dal primissimo istante, perdutamente. Se è vero che il contesto fa la differenza, nel mio caso il valore aggiunto lo hanno dato i miei favolosi compagni di viaggio: Paola con i suoi splendidi (e bravissimi) bambini Katia e Patrick, Paolo con Marilena fotografa ufficiale e i loro baldi Mirko e Monica, Pandreat, Anna, Gianluca, Daniele, Giorgio con Claudia, Bruno con Giovanna; mi sono perdutamente innamorata anche di loro, perché mi hanno accolto a braccia aperte, come una di famiglia, senza farmi assolutamente pesare il fatto di essere l’ultima arrivata, e per di più tesserata con un’altra squadra, l’Atletica Valle di Cembra che adoro. Scherzi a parte, la corsa, lo sport, quello più bello e vero è anche questo: la condivisione di una passione comune, senza stupide etichette o pregiudizi di sorta, e soprattutto un collante straordinario per il vissuto di ognuno.gruppo1

Come ho già scritto sul mio profilo Facebook, si corre per mille motivi diversi: chi mi conosce bene sa che ho sempre bisogno di “eventizzare” una particolare ricorrenza con qualcosa di eclatante; è un mio personalissimo rituale e ne ho bisogno come l’aria che respiro. Il crono stavolta era l’ultimo dei miei pensieri, nonostante la mia preparazione fosse un po’ migliore rispetto all’ultima maratona dell’Unesco, ma a posteriori posso serenamente affermare che sarebbe stato difficilissimo migliorare per via del caldo che soffro tantissimo e del percorso particolarmente tecnico, che soffro ancora di più. Fosse per me correrei sempre sul Ponte della Libertà della Venicemarathon.

Vi ricordate il mio penultimo post Fa bene fare del bene?

GiorgioNe ho avuto un’ulteriore conferma domenica, quando, a dispetto di tutto, ho portato Giorgio al traguardo, vittima di una crisi tremenda da metà gara in poi: a dispetto dei suoi dolori, del suo scoraggiamento; a dispetto del suo poco allenamento e dei suoi pensieri più cupi; nonostante i suoi sensi di colpa nel vedere che mi “sacrificavo” per lui: “Una volta per tutte, non ti mollo. Se proprio non sopporti la mia vicinanza, le mie chiacchiere (che speravo servissero a distrarlo) dimmelo che mi metto dietro di te (perché c’è anche chi nella crisi, ha bisogno di essere lasciato in pace), ma assolutamente sarò il tuo angelo custode fino alla fine. Punto.”  E gli ho raccontato del mio collasso di un anno prima e di quanto fosse vitale per me esorcizzare quell’episodio sostituendone il ricordo con un gesto carino che mi facesse stare bene. Gli ho raccontato della mia infanzia difficile e del mio riscatto personale ottenuto anche attraverso la corsa, del mio continuo bisogno di autoaffermazione, solo per dimostrare a me stessa che volendo, sono in grado di fare quasi qualunque cosa. Anche Giorgio voleva arrivare al traguardo, per dimostrare che con la sua forza di volontà sarebbe stato in grado di terminare la mitica distanza anche senza un allenamento adeguato. La crisi della maratona è come una sbornia pazzesca: ti tira fuori tutto. E tra una confidenza e l’altra, tra un’imprecazione, qualche pausa cammino e qualcuna di stretching siamo arrivati alla fine insieme, stanco ma felice Giorgio, stanca e ancora più felice io. Neanche il personal best più best di tutti mi avrebbe regalato le stesse emozioni che ho provato nel tagliare il traguardo insieme al mio nuovo amico di maratona, mi sono sentita un’eroina anche se eroina certamente non sono: fa bene fare del bene. Praga mi rimarrà nel cuore sempre: perchè è davvero una città meravigliosa, per le persone magnifiche con cui ho vissuto a stretto contatto per quattro giorni e che ho imparato ad apprezzare, ma anche per quel traguardo nel traguardo. E si, lo ammetto: sono lusingata e anche un po’ orgogliosa che per Giorgio quella di quest’anno sarà sempre “la maratona di Praga corsa con la Kim”

Per chi volesse godersi una carrellata di immagini…. Metti un giorno a Praga

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6 thoughts on “Praga delle meraviglie

  1. Cara Kim,e proprio vero che “la maratona di Praga corsa con la Kim” rimarrà sempre nei miei ricordi .
    Sei stata la mia lepre …..salutami i tuoi cari
    Giorgio

  2. Carissima Kim, sono molto felice che Tu abbia “conquistato” Praga e che Praga abbia “conquistato” Te. Congratulazioni!!! Sono orgogliosa di essere una tua amica. Complimenti anche per bellissime l’immagini della mia città, mi hanno fatto emozionare. Ti auguro di tutto il cuore di procedere nelle Tue avventure da maratonetta e non solo…

  3. Ciao Kim, dai che stasera ci vediamo dopo un bel po’ di tempo!!
    Intanto la lettura del tuo blog mi fa compagnia, di tanto in tanto.
    Mi piace molto quello che scrivi ma soprattutto come lo scrivi, mi trasmetti sempre delle belle emozioni…

    Un abbraccio virtuale!

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