Viva l’amicizia

cena1L’altra sera avevo a cena un po’ di gente: non gente qualsiasi, ma persone speciali che ritengo fra le amicizie più importanti che ho. Occorre dirlo? Sono tutti runners e con molti di loro ho condiviso alcuni dei momenti più belli legati al mondo della corsa, ma non solo. Penso di non sbagliare affermando che per chiunque corra e faccia parte di una squadra, di un gruppo sportivo o di un’associazione dilettantistica, sia quasi scontato quanto importante “crearsi il proprio vestito su misura”, aggregandosi a quelle persone con cui, oltre a percepire determinate affinità, sente di condividere gli stessi interessi,  le stesse passioni e soprattutto gli stessi valori, non solo sportivi.

Durante la mia ultima trasferta a Praga, ho percepito chiaramente questo spirito di appartenenza nel gruppetto del GS Valsugana a cui mi sono aggiunta come “ospite”: l’ho riconosciuto subito perché è esattamente lo stesso spirito che contraddistingue il “mio” gruppo, composto da Danilo, Francesco (Cec), Arianna, Giorgia, Ervin, Carlo, Wilma, e qualche sporadica new entry.

Chi l’avrebbe mai detto? Era il 2010 quando Danilo, che conoscevo solo di vista e con cui non scambiavo più di un semplice “ciao”, beccandomi a corricchiare in giro mi propose di farlo “seriamente” attribuendo una sorta di ufficialità a quella che non era ancora passione ma solo un modo efficace per tenere sotto controllo il peso, iscrivendomi alla società a cui appartengo tuttora: l’Atletica Valle di Cembra, una società grandissima, bellissima, fortissima ma soprattutto una grande famiglia dove ognuno, a modo suo, è protagonista nel pieno rispetto di quei valori che lo sport insegna. Grande merito va ad Antonio Casagrande, il presidente, che da sempre ha creduto in questo progetto di squadra, dedicandovisi anima e corpo.

Da quel giorno è diventato meravigliosamente normale sentirsi regolarmente al telefono con Danilo e Francesco (con Cec abbiamo esordito insieme in maratona, e credetemi, anche questo a modo suo è un legame indissolubile) per programmare un’uscita di allenamento, la prima garetta, la prima mezza, una trasferta e, appunto, una gara sulla distanza regina. Col tempo, complice il fatto che abitiamo tutti nel raggio di pochi chilometri, si sono aggiunte al gruppo altre persone fino a creare quello che viene universalmente riconosciuto come lo “zoccolo duro di Palù di Giovo”, essendo Giorgia ed Arianna proprio di quella Palù fucina di campioni del ciclismo del passato più recente.

La corsa è, ancora una volta, lo strumento d’elezione per far incontrare e far nascere amicizie fra persone totalmente differenti, opposte nei caratteri, diverse nei loro personalissimi obiettivi ma accomunate da quell’unica, magica passione, in nome della quale si organizza almeno una trasferta di gruppo all’anno: buona la scusa della maratona per godersi una parentesi da bociazzi! In queste occasioni torniamo tutti un po’ ragazzini, per ognuno è quasi una “fuga” dai problemi quotidiani, dallo stress del lavoro, una pausa salutare dalla moglie/marito/figli per tornare dalla moglie/marito/figli sfatti dalle fatiche della gara ma rigenerati nello spirito e pronti ad affrontare le sfide del vivere quotidiano con rinnovata energia. Quanto mi piace tutto questo!

Adoro quando siamo tutti su quel pulmino, quando si fa la cassa comune, quando si aggiungono particolari nuovi su leggende metropolitane ormai vecchie ma sempre degne della nostra attenzione, quando si polverizzano sacchetti interi di caramelle nel giro di pochi minuti riversando in quei pochi metri cubi tutte le aspettative di una preparazione raramente ottimale, a volte decente, spesso alla “Sperèm!” (..Speriamo!)

Per non parlare del post gara: un caleidoscopio di episodi, racconti, aneddoti, crisi tremende superate brillantemente, crisi mai avute e muri insuperabili… Ognuno la racconta a modo suo, esagerando (di solito io), minimizzando o pavoneggiando: non importa se le storie sono sempre quelle, ormai ci conosciamo a memoria, e anche se gli attori sono sempre più o meno gli stessi, il film è sempre diverso e uguale allo stesso tempo…. Sempre stupendo, comunque…. Possibile? Certo! Possibile e soprattutto sano; partire è per tutti noi lasciarsi la vita reale alle spalle, solo per un paio di giorni, per entrare in una dimensione tutta nostra dove il divertimento, il cameratismo, l’affiatamento e l’ingrediente segreto che ogni gruppo che si rispetti possiede, ci regalano ricordi indelebili.

runnersCosa saremmo senza rapporti umani? E Danilo & c. sono fra quelli a cui tengo di più. Ho fortemente voluto che ci fossero anche loro sul servizio che la rivista Runner’s World mi ha dedicato nel febbraio del 2013, c’erano loro quando ho ricevuto la mail che mi notificava di essere la vincitrice di un ambitissimo contest che mi avrebbe regalato una bellissima esperienza oltreoceano, e sempre loro mi hanno regalato quella che ricordo come la festa di compleanno più bella in assoluto, quella dei 40 anni. E come dimenticare la cena-festa a sorpresa di “commiato/in bocca al lupo/torna presto che ti aspettiamo, che casa tua è qui” la sera prima del mio primo viaggio in Corea dopo tanti anni? Cose senza prezzo, di un valore affettivo enorme. A distanza di anni, se ci penso, mi viene ancora la pelle d’oca e l’occhio umido.

E’ stato fantastico realizzare come, in un’epoca come la nostra , dove la tecnologia ìmpera e dove sembra così difficile schiodarsi per un attimo dalle varie chat di Messenger, WhatsApp o KakaoTalk, dove il virtuale spesso ha il sopravvento sul reale, sia bastato postare qualche settimana fa sulla chat di gruppo “venerdì 13 maggio tutti a cena a casa mia”, per vederla riempirsi nel giro di un paio di minuti di “ci sono” come se piovesse. E ancora una volta, ci si riconosce, si riprende il filo dall’ultima volta e non si andrebbe mai a dormire. Come sempre. E nessuno con il telefono in mano, se non per scattare qualche foto. Senza rapporti umani, veri, in carne ed ossa, non siamo nessuno.

Amo il mio vestito su misura, perché mi sta a pennello e non tira da nessuna parte: nasconde i miei difettucci e possiede quei dettagli in grado di valorizzarmi, è adatto per ogni occasione e spero che si mantenga nel migliore dei modi nonostante lo scorrere inesorabile del tempo. Mi impegnerò nel prendermene cura con attenzione, pazienza, dedizione: del resto, non è un grande sforzo….




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