Un passo alla volta, un passo dopo l’altro

NOTIZIONA: ho ricominciato a correre. O forse sarebbe meglio dire ho ricominciato a trascinarmi faticosamente sui sentieri vicino casa. Dopo più di un mese in cui la motivazione è precipitata ad un livello preoccupante e in cui ho sempre rimandato la ripresa degli allenamenti al giorno dopo, la voglia è tornata. In ritardo di un paio di settimane rispetto alle previsioni, ma c’è, di nuovo. Non avevo dubbi, anche se non mi piace associare il running ad una droga, ma concordo con chi afferma che crea una sorta di positiva “dipendenza” psicofisica.

Devo confessarvi una cosa: anche se dicono che ogni tanto staccare dalla corsa e dedicarsi ad attività alternative fa bene, anche se mi sono dedicata con impegno al nuoto scoprendone gli indubbi benefici e cominciando ad apprezzarlo sul serio, ogni mattina di questo ultimo mese, appena sveglia aspettavo che arrivasse la famosa scintilla che mi facesse schizzare fuori dal letto per andare a correre…Invano. Voglia zero. Anzi, meno di zero. Perchè?

Perché in questi mesi ho raschiato il fondo del barile, e anche se non sono mai riuscita ad allenarmi in modo ottimale durante i mesi invernali/primaverili ho pur sempre corso qualche maratona e un paio di mezze: il fisico e soprattutto la mia testa (ora me ne rendo conto) avevano un disperato bisogno di riposo, di recuperare e di pensare a qualcos’altro. Tipo le nutrie.

I miei soliti trucchetti, quelli che di norma funzionano sempre, stavolta si sono rivelati un buco nell’acqua; il plicometro sulla pancia fatto con il pollice e l’indice della mano destra, rimbambirmi di video motivazionali su youtube, saltare indistintamente da “misterrunning.com” a “maxi sport” o “trailmarket“, stavolta non hanno sortito alcun effetto. Di solito un capo d’abbigliamento o un paio di scarpe nuove aiuta, soprattutto noi donne. E Facebook? Un tripudio di gare, medaglie, trail, allenamenti favolosi, Garmin in primo piano, pettorali in bella vista, sorrisi a tutto schermo di tanti miei contatti corsaioli. Tanta (sana) invidia ma anche tanta frustrazione dettata dalla consapevolezza di avere sempre quel pizzico di voglia (pizzico appunto) ma non q.b. per riprendere a correre e rendere meno insipide le mie giornate.

-Punto la sveglia alle sei meno dieci. Buttami fuori dal letto ad ogni costo.

Credete che sia servito stressare all’inverosimile mio marito con queste parole le ultime settimane? Puoi armarti di buoni propositi, recitare il tuo personalissimo mantra prima di addormentarti la sera, preparare canotta, pantaloncini e scarpe in fondo al letto, ma se non sei ancora pronto, fisicamente a posto e mentalmente motivato, non uscirai MAI da quel letto. Non alle sei meno dieci del mattino almeno.

Io non ho specifiche competenze tecniche ma (solo) quelle derivanti dall’esperienza personale, però credo che privilegiare una volta tanto il buon senso (ebbene si, anche io ne sono provvista), ascoltando ed assecondando fino in fondo il mio corpo, e gratificandolo anche con qualche coccola, abbia permesso di svegliarmi domenica scorsa con un’energia pazzesca e un desiderio di correre che non sperimentavo da molto, moltissimo tempo.

Il riposo fa bene. Il riposo è allenamento. Non troppo però. Ricominciare dopo più di un mese è stata ed è dura, e su quel percorso a due passi da casa, di cui conosco ogni buca e ogni radice ho anche camminato per qualche tratto; tanto, alle sei di domenica mattina, chi vuoi che mi veda?

……..

Fedele a quella legge non scritta ma presente nella vita di ognuno secondo cui

  • l’unico giorno che esco di casa senza trucco sono destinata ad incontrare il mio ex che avrà l’ennesima conferma di non essersi perso nulla (ma lasciamoglielo credere);
  • l’amica che non vedo da tempo decide di venirmi a trovare per un caffè quando casa è simile ad un campo profughi e mi chiede di usare il bagno quando ci è appena stato mio figlio facendomi vivere momenti di vero panico,

ho cominciato a trascinare sempre di più i miei piedi fin quasi a fermarmi… Quasi. Si, perché in lontananza stava arrivando un minuscolo puntino rosso e nero (la canotta e i pantaloncini), e man mano che si avvicinava, assumeva sempre più le sembianze di una gazzella travestita da runner, agile, appena velata di sudore e soprattutto super performante. Beh, serve dirlo? Nemmeno se fossi stata rincorsa da un branco di tori inferociti sarei stata capace di uno scatto simile. –“Hey, guarda un po’, so correre (veloce) anch’io, cosa credi?” 

Povera Kim…

....da così
….Da così…
o così...
….O così…

 

... a così....nel giro di un secondo
… A così nel giro di un secondo
Ma anche così .... :-D
Ma anche così …. L’uomo discende dalla scimmia, e questa foto ne è la conferma 😀

Continuo a ripetermi che corro per ritrovare e sfidare me stessa e i miei limiti, per mettermi alla prova e che non mi frega nulla del giudizio altrui, che non devo dimostrare niente a nessuno salvo poi fare tutto il contrario perchè provo un fastidio tremendo se qualcuno mi sorprende in un momento di defaillance. Questo episodio ha contribuito in modo determinante ad aggiungere motivazione in vista di una ripresa sempre più regolare degli allenamenti.

Insieme all’iscrizione per la maratona di Venezia del prossimo 23 ottobre, perché iscriversi ad una gara è sempre un ottimo incentivo.

Insieme ad un paio di scarpe nuove perché, chissà come mai, scarpe nuove fa sempre rima con inizio nuovo: succede anche quando decidiamo di cambiare vita e la prima cosa che facciamo noi donne è regalarci un nuovo taglio di capelli.

Paragoni azzardati a parte, quando ci troviamo in situazioni di disagio, dove non sappiamo che pesci pigliare o quali strategie adottare per realizzare qualcosa che sembra essere oltre la nostra portata, (come correre una maratona; toh, un esempio a caso) proviamo a pensare che possiamo sempre partire dalle piccole cose che sappiamo fare e che ci daranno la fiducia necessaria per INIZIARE e CONTINUARE. Può sembrare banale, E’ banale. Un libro di ottocento pagine? Cominciamo a leggere la prima, e poi, una pagina dopo l’altra arriveremo alla fine di quel libro. La laurea? Un esame dopo l’altro. Più la tesi. L’immensa ricchezza di Paperon de Paperoni? Accumulata a suon di un dollaro alla volta. 

Correre una maratona? Un allenamento dopo l’altro, con gradualità; i bambini corrono solo dopo aver imparato a camminare; e poi si parte sempre dal primo chilometro, un passo alla volta, un passo dopo l’altro. Da qualcosa bisognerà pur (RI)cominciare, no? Buone corse a tutti! Col sorriso, che è ancora più bello.




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