Maratona di Venezia: i “miei” 10 buoni motivi per correrla

Come sempre, anche quest’anno sono iscritta alla maratona di Venezia che si correrà il 23 ottobre prossimo. Dico come sempre perché questo è un appuntamento irrinunciabile a cui tengo tantissimo, uno di quegli eventi imprescindibili da quando ho cominciato a correre: un po’ come la cena della vigilia di Natale dai miei e il pranzo dai suoceri il giorno dopo (o viceversa), o le mie rimpatriate in Corea. Sul calendario la quarta domenica di ottobre è cerchiata di rosso già da novembre dell’anno precedente, e ogni partecipazione a questa gara è sempre stata senza vie di mezzo: ho sempre fatto o molto bene, o molto, molto male, per non dire peggio…

Amo la maratona di Venezia, per un sacco di buone ed ovvie ragioni, le stesse che la fanno amare ad altre migliaia di appassionati. Volete sapere quali sono le mie? Ecco i miei 10 buoni, anzi, ottimi motivi, tra il serio e il faceto e in ordine rigorosamente sparso, che me la fanno scegliere ogni anno.

  • E’ a fine ottobre: per me che prediligo le maratone autunnali rispetto a quelle primaverili, Venezia si colloca in un periodo ideale. Da sempre riesco ad allenarmi meglio in estate, e anche se è risaputo che il vero nemico del runner è il caldo e non il freddo, proprio questa grande verità mi motiva ad alzarmi presto la mattina per andare a correre con il fresco, spesso a digiuno. Non sono un’esperta, ma dopo un primo periodo di adattamento e con molta gradualità, funziona: mi asciugo e abituo il mio organismo a “girare” utilizzando una maggiore percentuale di grassi, che in una distanza come la maratona è di grandissimo aiuto. Inoltre in ottobre la temperatura è ideale: non è troppo caldo, non è troppo freddo, salvo rare eccezioni; e chi si dimentica l’edizione del 2012 con condizioni meteo proibitive? E’ stata, forse, la mia maratona più bella.
  • E’ più “internazionale” di altre: come in tutte le maratone italiane dei grandi numeri, insieme a Roma e Firenze, nessuno fa più di tanto caso alla sottoscritta, almeno finchè non apro bocca…… O finchè non rispondo con sguardo smarrito al cinese(?)/giapponese(?)/coreano(?) di turno che si rivolge a me in lingua originale. ARGH!!!! Però è bellissimo ricevere il tifo lungo il percorso da quegli stessi cinesi/giapponesi/coreani che non possono sapere che sono trentina fino (quasi) al midollo.bibvenice
  • Il percorso è fantastico: si parte da Stra, con la sua meravigliosa Villa Pisani aperta al pubblico il giorno della manifestazione e si costeggia il Brenta con i suoi caratteristici paesini e le loro ville storiche. I chilometri si snodano velocissimi, complici la bellezza del paesaggio, il tifo caloroso del pubblico, la musica delle 30 bands che animano il percorso, non ultima la freschezza e l’entusiasmo che caratterizzano la prima parte di ogni mia gara. Fino al 22/26mo chilometro di ogni maratona corsa finora, sto sempre da Dio, le gambe girano che è una meraviglia e l’idea del personale non è così assurda. Anzi! E’ lì, sembra quasi facile, a portata di mano. Poi arriva Parco San Giuliano, che, puntualmente e subdolamente, ridimensiona le mie ambizioni: un po’ perché sono al 30mo km, il famoso momento della verità e la stanchezza comincia a farsi sentire, ma soprattutto perché ogni volta, vedendo serpeggiare quella lunghissima fila colorata di runners con un passo che mi appare stanco e trascinato (ma forse perché è il mio stesso passo ad esserlo e allora, chissà come mai, mi sembrano tutti sull’orlo di una crisi), comincio a far filtrare qualche pensiero negativo. Tipo: “Non avevi nulla di meglio da fare oggi?” Poi penso all’asse da stiro che mi aspetta a casa, al limite del collasso, che sembra invocare pietà ad ogni strato di roba da stirare che si aggiunge, e come per incanto, non so come né perché, l’energia si rinnova e da quel momento sono un concentrato di ottimismo.
  • Il Ponte della Libertà, il ponte di barche, i ponti finali: ovvero, il ponte della sofferenza, della meraviglia, e gli ultimi ostacoli prima della gloria. Il Ponte della Libertà sembra non finire mai ed è anche e soprattutto una prova psicologica; ogni volta, su quel ponte, colgo lo sguardo di compassione dei passeggeri nelle loro auto in colonna alla mia sinistra e una domanda inespressa nei loro occhi, quella che io stessa mi sono posta solo qualche km prima, al parco: “Ma non avevi nulla di meglio da fare?” Solo che stavolta non devo cercare scuse nelle possibili, peggiori alternative a disposizione… Mi basta volgere lo sguardo in lontananza, vedere Venezia che sembra quasi sospesa fra cielo e mare, pronta ad accogliermi, per trovare l’unica risposta possibile: ne vale la pena. Con il sole, la pioggia o la nebbia, il profilo che si staglia in lontananza è sempre da cartolina e capace di regalarmi emozioni uniche. Il ponte di barche sul Canal Grande e i 14 ponti finali hanno fatto la storia di questa manifestazione: saranno goduria o sofferenza? Entrambe. E cartina tornasole della forza mentale di ognuno, indipendentemente dalla preparazione affrontata: sempre, immancabilmente, sui ponti degli ultimi 2 chilometri, soffro da morire ma stringo i denti, perchè … Fatti 40, vuoi non farne 42, anche se in preda ai crampi?
  • Il passaggio in Piazza San Marco: solo questo, acqua alta permettendo, vale tutto quanto scritto finora, e anche di più. Provare per credere.
  • Alex Zanardi: adoro quest’uomo, per me è un mito e fonte continua di ispirazione. Anche quest’anno la campagna di raccolta fondi legata alla maratona a favore di 17 associazioni no profit avrà lui come testimonial. Ci sono persone con un carisma straordinario in grado di trasmettere positività da ogni poro, rimanendo semplicemente sé stessi: Alex è una di queste.
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    Nel 2014: emozionata e felice come una bambina a Natale

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    Un anno dopo: felice come una Pasqua
  • Organizzazione perfetta: auspicabile in ogni gara, indispensabile per una maratona come quella di Venezia. E le aspettative non vengono deluse.
  • Bella e (im)possibile: diciamolo. Quella di Venezia è una maratona bellissima, ma è anche complicata da morire. E qui sta anche tutto il suo fascino, almeno per quanto mi riguarda. Più le cose sono complicate, più me le godo: e poi è bellissimo condividere le mie paranoie sui bus navetta per la partenza e le gioie o le delusioni sulla via del ritorno. E la tratta sul vaporetto da Venezia Giardini a Tronchetto per tornare alle destinazioni da cui si è partiti? Rivedere e rivivere certi tratti fatti di corsa un paio d’ore prima con l’aria fra i capelli e la medaglia al collo… Senza prezzo, anche se magari non è andata come speravo. Ogni volta che rientro in albergo poi, mi sembra di aver corso un’altra maratona. Uno sfinimento che sono felice di provare perchè chiudere la mitica distanza è sempre un’impresa che mi fa sentire un po’ Wonder Woman. Almeno per qualche buon giorno.
  • Ritorno all’ora solare: a parte quest’anno, le edizioni a cui ho preso parte finora, coincidevano con il passaggio dall’ora legale all’ora solare. Una preziosissima ora in più di sonno, che anche se non cambia la vita, si rivela utile soprattutto a livello psicologico. Sempre che non mi stressi con almeno 3 sveglie e con il terrore che l’orologio dello smartphone non si aggiorni automaticamente.
  • Il mio primo PB: nella migliore tradizione secondo cui il primo amore, la prima maratona, la prima volta di qualsiasi cosa non si scorda mai, anche il primo personal best occupa un posto speciale nel mio cuore. A maggior ragione perché siglato a Venezia, nel 2012. Ogni maratona successiva è stata affrontata con l’intento di superare quel crono, ed esserci riuscita in un paio di occasioni ma mai a Venezia, mi ha sempre lasciato con una vaga sensazione di qualcosa di incompiuto.

Ho cominciato da poco la preparazione per l’appuntamento con Venezia di quest’anno: le premesse non sono le migliori, sono leggermente in ritardo rispetto alla mia solita tabella di marcia, complice anche qualche acciacco fisico, ma non vedo l’ora di rimettermi alla prova in quella che considero la “mia” maratona. Proviamoci. Anche stavolta, comunque vada, ne varrà sicuramente la pena, perchè Venezia è Venezia. Buone corse a tutti!




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