Che bella questa 30Trentina

Ci sono gare a cui ci si iscrive per mettersi alla prova, perchè se ne è sempre sentito parlare bene, o magari perchè a livello di calendario ha una collocazione perfetta. O perchè è un modo per mettere chilometri di qualità nelle gambe in previsione di qualche gara futura. Per me oggi è stato tutto questo, con quel qualcosa in più che continuerà a regalarmi belle sensazioni anche nei giorni a venire.

La 30 Trentina è una gara giovane: quella che si è corsa oggi è “solo” la 5^ edizione, ma in pochi anni questa manifestazione è riuscita a crescere esponenzialmente fino a toccare la cifra record di oltre 1400 iscritti, con un incremento di più del 40% rispetto all’anno scorso. Numeri che parlano da soli, che fanno pensare, e che sono sicuramente sinonimo di grande qualità, quella che paga sempre.

medagliaMi hanno sempre detto meraviglie di questa gara, ed ora, qualche ora dopo aver tagliato il traguardo, non posso che unirmi al coro di assenso nei confronti di questa manifestazione: il percorso di 30 chilometri è tecnico, ma bellissimo, e costeggia i due laghi di Caldonazzo e Levico, in Valsugana nel “mio” bellissimo Trentino, alternando asfalto, sterrato e strade bianche, facendo susseguire senza apparente soluzione di continuità saliscendi, falsopiani, salite, salitelle e discese vere e proprie. Non è sicuramente una gara con dei dislivelli pazzeschi, ma quel tanto che basta per risentirne a livello muscolare il giorno dopo per i meno esperti-una a caso, la sottoscritta che fa dell’asfalto e del piattume della ciclabile la propria religione. L’arrivo in zona lido, a Levico, in mezzo ad un prato che più verde e curato non si può, con l’acqua del lago che fa da bellissimo sfondo, reduci dallo “slancio” degli ultimi chilometri in discesa- a parte gli ultimissimi due che però almeno non sono in salita-è uno dei traguardi più belli che si possa tagliare. Se poi a metterti la medaglia al collo trovi Yeman Crippa (tra le altre cose, campione italiano assoluto 2016 di corsa campestre), e Gabriele Buffa (atleta fortissimo e simpaticissimo della mia squadra, l’Atletica Valle di Cembra) beh… Cosa chiedere di più?

Accanto alla distanza tradizionale di 30 chilometri, anche quest’anno era prevista la Duo Half 15 X 2, la staffetta che ha permesso a tutti coloro che per qualsiasi motivo non potessero sostenere lo sforzo dell’intera distanza, di suddividerla in due frazioni di 15 chilometri ciascuna: si poteva gareggiare a coppie maschili, a coppie femminili, oppure a coppie miste. Una formula, questa della staffetta, che sta riscontrando un successo sempre maggiore, in varie manifestazioni, e che anche in questa 30 Trentina si è rivelata vincente. Penso che è anche grazie ad idee come queste che un numero sempre maggiore di persone si avvicina al running, perchè la corsa non è solo dalla mezza maratona in poi, anzi!

Un’organizzazione puntuale ed attenta, l’esercito di volontari, che fa sempre bene ricordarlo, senza i quali non si fa nulla, uniti ad un meteo che non poteva essere migliore, hanno fatto tutto il resto per farmi vivere una giornata di sport indimenticabile.

premiazioneVolete sapere la verità? Io oggi di tutto mi aspettavo tranne che correre 30 chilometri così belli (anche se completamente diversi rispetto a quelli cui sono abituata), così sofferti (ma non così tanto come mi aspettavo), perchè poi alla fine, per quanto mi riguarda, sono le sensazioni che contano. E le mie di oggi sapevano di buono, mi hanno permesso di non camminare anche quando le gambe mi suggerivano di farlo (e sicuramente la bellezza del paesaggio ha contribuito a farmi sentire meno la fatica), mi hanno letteralmente catapultata all’arrivo facendomi sentire per un attimo Usain Bolt (ma solo per un attimo eh!), e hanno raggiunto il loro apice durante le premiazioni, rinvigorendo quel senso di appartenenza ad una squadra fatta di grandi atleti e persone ancora più grandi.

meandannaE poi vabbè, lo sapete. Amo alla follia anche tutto il contorno, quella famosa cornice che fa di un semplice quadro un quadro bellissimo, fermarmi al pasta party, conoscere nuove persone, parlare per (minimo) mezz’ora di ogni singolo frammento di gara, consolidare vecchi rapporti e crearne di nuovi, in nome di questa mia enorme passione. Un valore aggiunto che sa tanto di emozione più che di sensazione…. Grazie 30 Trentina, hai una nuova fan!




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