Il crono è importante, MA….

Domenica ho corso la mezza di Trento, un appuntamento irrinunciabile a cui ero iscritta già da tempo ma che avrei voluto affrontare con lo stesso stato di forma dell’anno scorso. Avrei voluto, appunto. Non mi dilungherò sul perchè e sul per come, se mi seguite da un pò di tempo saprete che quest’anno, per vari motivi, la testa non è quella di sempre: perchè per preparare (bene) una maratona (sarò alla Venicemarathon il prossimo 23 ottobre), a mio avviso, la forza mentale è necessaria più di tutto il resto. Detto questo, non so nemmeno quanto ci ho messo esattamente a correre quei 21 chilometri e rotti: come mi succede praticamente sempre, non ho stoppato il cronometro subito dopo il traguardo, e le classifiche non le guardo più da un pezzo. Però so con certezza di aver fatto peggio dello scorso anno di qualche buon minuto, nonostante il nuovo percorso fosse obiettivamente più veloce.

mezzatrento“Ecco, la solita storiella della volpe con l’uva” penserà qualcuno. Certo che no, cari amici…. Avete presente quelli che prima dello sparo sono pieni di magagne, mezzi miracolati perchè infortunati fino al giorno prima, e allenati zero? Io la chiamo “la categoria dei campioni mancati”, perchè questi poi te li ritrovi all’arrivo, di solito freschi come rose, tutti pimpanti e felici perchè hanno fatto il tempone. Quindi figuriamoci cosa avrebbero fatto se fossero stati in perfetta forma e soprattutto allenati come si deve. Ma non voglio polemizzare, anche se personalmente non ho nessun problema ad ammettere che mi sono fatta il mazzo e che quindi “Spero di fare un bel crono”, ma anche “Oddio, se faccio lo stesso tempo dell’anno scorso son contenta, ma sarebbe un mezzo miracolo perché effettivamente mi sono allenata molto meno”.

Infatti la sorpresa non c’è stata, perché, come in tante altre cose, nella corsa non si improvvisa nulla. Ma ci tenevo ad esserci, innanzi tutto perché correre nella propria città ha sempre quel sapore speciale che assapori prima, durante e dopo: rivedi tante facce amiche, correre sulle stesse strade che di solito fai in macchina o a piedi te le fa vedere sotto una nuova luce, e magari capita che improvvisamente realizzi di amare la tua città alla follia. Quanto è bella Trento! E che bello che è stato correre per poco più di 21 chilometri sapendo che all’arrivo ci sarebbe stata la mia famiglia, per una volta in secondo piano, e soprattutto Jin Hee, direttamente da Seoul, ad attendermi. Per chi non lo sapesse, questa (bellissima) signora con cui è sbocciato un amore vero e proprio, è sempre stato “solo” un contatto facebook, che si è concretizzato in un incontro in carne ed ossa solo un anno e mezzo fa, fino a diventare un’amicizia per me preziosissima. Ci sono persone con cui scatta fin da subito il colpo di fulmine, un’affinità elettiva, un’alchimia di sentimenti e sensazioni che ce le fanno amare istintivamente. Con lei è stato così, anche se può sembrare strano: sarà la sua dolcezza, la sua generosità, la sua bontà d’animo che traspare da ogni gesto, sguardo, sorriso. Non so, è difficile da spiegare, ma per me è mamma, sorella, amica, e a volte non serve girarci tanto intorno: lo sai, lo senti e basta. Un mese fa eravamo a Seoul a condividere la “nostra” Corea, lo scorso week end abbiamo condiviso la mia passione più grande e molto, molto altro.

Posso dirvi una cosa? Io domenica ho corso per lei: dopo i primi 10 chilometri percorsi con tanta fatica, con le gambe imballate dai “compiti tappabuchi dell’ultimo minuto” (quando si cerca disperatamente di recuperare il tempo perduto e si concentra in pochi giorni ciò che si sarebbe dovuto fare in settimane sperando di ottenere gli stessi benefici, ma non è così che funziona, lo sapete, vero?), sapere di trovarla al traguardo mi ha dato un’iniezione di energia che per qualche chilometro mi ha fatto ingranare la 3^, interrompendo almeno per un pò la mia classica corsa monomarcia.

whiteE a questo proposito, forse, ho anche avuto un moto d’orgoglio: la mia preparazione avrà si lasciato a desiderare finora, ma sono pur sempre una maratoneta con una certa esperienza, che corre regolarmente da qualche anno ormai, quindi…. Avete presente quel famoso pruritino? Quello che ti fa alzare la cresta dell’orgoglio e che ti fa dire: “Cavolo, avrò si superato gli anta, si, stavolta con gli allenamenti ho scantonato un pò, ma sarò in grado di correre ancora a tot minuti e tot secondi al chilometro accipicchia!!” Ecco, uno stato d’animo di questo tipo: un pò come quando fra qualche buon anno andrò regolarmente dal mio parrucchiere di fiducia anche (ma forse soprattutto) per sentirmi dire che, nonostante l’età, “Sei ancora una bella donna Kim”.

mezzatnCerto, per noi, bellissimo e variegato popolo dei runners, il crono è importante, a volte per una gara andata male (secondo le mie aspettative), ho messo in croce mezza famiglia e tutti gli amici: è importante per metterci alla prova, per confrontarci con i nostri compagni d’avventura e con i nostri “rivali”, perché è il giusto riconoscimento di tutto il “lavoro svolto”, e chi più ne ha più ne metta. Ma amo pensare che a volte corriamo spinti anche da altre motivazioni: penso ad esempio al bellissimo progetto degli amici del GS ValsuganaSe vuoi puoi“, dove gli atleti più navigati si sono messi letteralmente a disposizione delle “nuove leve” per portarle al traguardo della loro prima mezza maratona, ricevendo in cambio emozioni e soddisfazioni che nessun crono, credo, sarebbe stato in grado di eguagliare; penso alle bellissime scene a cui assisto regolarmente all’arrivo di ogni gara, dove ad aspettarci troviamo i nostri figli, i mariti e i fidanzati, le mogli e le fidanzate, ma anche le mamme e i papà; dove più di tutto conta tagliare il traguardo sapendo che c’è qualcuno che ami e che ti ama ad aspettarti, per godere della tua gioia, ma anche per alleviare e stemperare il tuo dolore e la tua delusione…. Perché siamo pur sempre esseri umani prima di essere runners, e anche se abbiamo bisogno di sentirci fighi, abbiamo ancora più bisogno di sentirci amati, e, lasciatemelo dire, se non abbiamo nessuno con cui condividerlo quel “tempone”… Beh, alla fine saranno solo numeri stoppati sul garmin. Buone corse a tutti!




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