60 maratone di solidarietà: le gambe e il cuore di “Cesco”

Da qualche giorno, su Facebook, seguo con interesse la nuova impresa di Daniele Cesconetto, ultrarunner veneto che ha fatto della corsa una sua personalissima filosofia di vita, condivisa da moltissimi appassionati e dalla sottoscritta in primis: correre per se’ stessi, per la propria libertà, per arrivare a conoscersi profondamente arricchendo il proprio bagaglio di aneddoti, avventure, vita. E il crono…. Importante, a volte, ma sempre relativo rispetto a tutto il resto.

60 maratone in 60 giorni, 60X60 Joy Club. Si, avete capito bene. Più di 2530 chilometri snocciolati attraverso 60 giorni, dall’8 gennaio all’8 marzo prossimo, rigorosamente su tapis roulant, rigorosamente entro il limite temporale delle 7 ore: quanto basta (eccome se basta!!) per entrare nel nuovo Guinness World Record. La cosa bella, e il reale scopo di questa sfida, è che tutto questo Daniele lo fa per beneficenza: tutte le offerte che riuscirà a raccogliere attraverso questo suo progetto, stupendamente folle, verranno interamente devolute alla Via di Natale, associazione onlus che assiste i malati di cancro in cura presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN).

Location dell’impresa è la palestra Joy Club di San Vendemiano, dove, per chiunque volesse, è possibile prenotare una mezz’ora di corsa da condividere con Daniele con un’offerta minima di 10 euro, e contribuire così alla causa: per farlo basta andare su www.danielecesconetto.com e compilare l’apposito form. Ci credereste? Molte giornate sono già sold out, e ad avventura appena iniziata è già nata qualche manifestazione parallela per raccogliere ulteriori fondi.

E’ bellissimo vedere con quanta partecipazione il popolo dei runners (e non solo) abbia risposto puntuale all’appello della solidarietà. Nonostante la crisi, nonostante il “Vorrei ma non posso perché se dessi retta a tutti sarei sempre con il portafoglio in mano”.

Fa bene fare del bene, e quando è per una buonissima causa, ancora di più.

Ha un cuore grande Daniele, grandissimo. L’avevo intuito ancora prima di sapere chi fosse e conoscere i vari progetti benefici a cui è legato: uno su tutti Lele 100 per Bebe, 111 km sul tapis corsi per Art4Sport, l’associazione ispirata alla schermitrice Bebe Vio, che utilizza lo sport come lo strumento ideale per il “riadattamento” fisico e psicologico di tutti quei ragazzi portatori di protesi di arto.

Grazie a lui, lo scorso marzo tagliai il traguardo dell’Unesco Cities Marathon-il post dedicato lo trovate qui– in cui era pacer con un crono dignitoso nonostante le mie condizioni non ottimali, e tornai a casa con …… Avete presente quella bella sensazione che ti accompagna per giorni ma che non è data né dalla soddisfazione di aver tagliato il traguardo di un’altra maratona, né dal crono finale, ma dalla consapevolezza di aver incontrato e conosciuto una bella persona? In quell’occasione io e Daniele ci scambiammo tre parole in croce, ma la sua faccia, il suo sorriso ma soprattutto i suoi occhi (da buono) mi avevano già detto tutto.

A volte per fare grandi cose, non serve fare le cose in grande (ma sfido chiunque a correre una maratona al giorno per 60 giorni di fila): un’idea folle ma geniale, un tapis roulant, due gambe forti ed allenate, la testa giusta, e un cuore grande così. Un cuore che idealmente batte all’unisono con quello di tutti i pazienti della Via di Natale. Caro Daniele, sono sicura che da quando hai mosso il primo passo su quel nastro, anche loro ti fanno un tifo della Madonna e hanno una ragione in più per lottare con le unghie e con i denti per guarire e chissà… condividere una mezz’ora di corsa con te. Posso dirti una cosa? Una sola? Grazie.




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