I progetti sono sogni. Il mio è folle ma bellissimo.

Come già anticipato su Facebook, quello di correre la maratona di Seoul in Corea il prossimo 18 marzo è un sogno che rincorro da molto tempo. L’idea folle e i suoi primi accenni si annidarono nella mia testa nell’estate del 2013, quando con mio figlio Alberto tornai per la prima volta a Seoul con una certa coscienza.

Il pretesto me lo fornì l’IKAA Gathering, che si svolge a Seoul con cadenza triennale, quello che molto semplicisticamente identifico come il “raduno internazionale degli adottivi koreani da tutto il mondo”: dico semplicisticamente perché in realtà è molto, molto di più.

Lì finalmente ho svoltato. E mi si è aperto un mondo: mi sono resa conto ad esempio che alcuni miei conflitti interiori erano tutt’altro che risolti, ma al tempo stesso, prenderne coscienza insieme ad altri “simili” che condividevano lo stesso disagio, mi offriva su un piatto d’argento la possibilità di affrontare una volta per tutte i fantasmi del mio passato. E’ sempre una questione di scelte: potevo continuare a piangermi addosso, all’occorrenza ricorrere a piccole o grandi dosi di autocommiserazione, pienamente legittimata da un alibi di ferro: uno su tutti “Noi/voi adottivi abbiamo/avete/avremo sempre un sacco di problemi…” Quante volte io stessa ho attinto a questa scusa formidabile per non prendermi la responsabilità della coscienza, dell’accettazione e del coraggio di vivere finalmente appieno la mia vita? Ho perso il conto….

Non è così scontato uscire allo scoperto, non per tutti almeno. Per me, cominciare a parlarne, confrontarmi, espormi in prima persona, è stato e continua ad essere fondamentale: io sono stata molto, molto fortunata, perché ho incontrato le persone giuste al momento giusto, che mi hanno aiutata a raddrizzarmi; la famiglia prima, la corsa e lo sport dopo, hanno fatto il resto, rivelando la mia vera natura che trova nella maratona la sua massima espressione.

Correre la distanza regina nel mio Paese d’origine è un bellissimo tarlo che mi perseguita da qualche anno, ma  farlo coinvolgendo quei “fratelli e sorelle d’anima” con cui condivido lo stesso punto di partenza, la stessa identità ambivalente, la stessa storia, regalerebbe un valore aggiunto in più. Un valore enorme. Da qui il nome dell’intero progetto, Kad’Seoul Marathon, la maratona dei koreani adottivi nel mondo: sono sempre stata un lupo solitario, ma anche grazie alla realizzazione di questo progetto sto scoprendo che superando la solitudine che mi ha sempre accompagnata, quantomeno a livello sportivo, si possono costruire ponti e legami straordinari.

Credo tantissimo in questo sogno, ma ovviamente non sarò sola nel realizzarlo; sono animata dalle migliori intenzioni, da una determinazione e da una tenacia enormi (sono o non sono maratoneta?;-)), ma anche il lupo più solitario ha bisogno del branco ogni tanto, e  senza l’aiuto ed il supporto strategico degli altri non andrei da nessuna parte: primi fra tutti i miei figli e mio marito, quel Mene senza il quale nulla avrebbe senso e che ha il potere straordinario di far sembrare ai miei occhi tutto possibile e tutto fattibile, anche l’impossibile… Senza ricorrere a frasi o aforismi motivazionali a clichè, ma con ciò che conta veramente: i fatti.

I miei figli, verso i quali ho la grande responsabilità di essere guida ed esempio, cercando di far capire loro che mettersi in gioco, al massimo delle proprie possibilità, è sempre l’opzione migliore, indipendentemente dal risultato finale: fare i conti con la propria coscienza non è mai facile, e vivere di rimpianti non è certo il massimo della vita.

Le associazioni, gli enti e le istituzioni che finora ci hanno dato fiducia, garantendoci la serietà necessaria: il CIAI, Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, attraverso cui sono stata adottata negli anni 70 e che si occupa tutt’ora di adozione internazionale (ma non solo), il Comune di Giovo dove risiedo ormai da molti anni, il presidente del Trento Running Festival Sig. Ferruccio Demadonna che vede protagonista ogni anno sulle strade di Trento il Giro al Sas e il suo albo d’oro stellare (Bekele, Tergat, Baldini solo per citarne alcuni) e la sua mezza maratona; ancora, la società sportiva con cui sono tesserata fin dal principio, l’Atletica Valle di Cembra e il Comitato UISP del Trentino. 

InKAS, International Korean Adoptee Service Inc, che mi ha aiutata a trovare qualche tassello mancante del puzzle della mia primissima vita in Korea e che opererà a livello locale a Seoul.

Alessandro Belloni, laureato in scienze motorie e in scienze della nutrizione umana, ma prima di tutto amico, che si è lasciato coinvolgere da questa iniziativa un po’ fuori dagli schemi: ha tutte le competenze e la passione necessarie per seguire a livello atletico e nutrizionale i “korean runners” di questo progetto.

Il progetto è in continuo divenire, e… Posso confessarvi una cosa? Adoro tutto questo: amo sentire il mio cervello in continuo fermento e quella leggera, perenne tensione emotiva che mi fa gioire di ogni piccolo progresso nell’evoluzione di questo sogno, anche a suon di 3 passi avanti e 2 indietro: chissà perché, ma mi viene in mente quando da bambina mi divertivo a salire le scale mobili dei grandi magazzini in senso contrario, e raggiungere la cima era lo scopo della mia vita di quel momento. Tre scalini avanti. Stop. Indietro di due. Ancora, tre scalini avanti, stop, e ancora indietro di due. E così via fino ad arrivare in cima. Perché in cima ci arrivavo sempre ed era una grande conquista, che mi faceva stare bene per giorni interi. A marzo probabilmente non ci arriveremo con la stessa “proporzione di scalini” (vietato ridere per i miei paragoni assurdi), so solo che sono prontissima a vivermi questa esperienza al massimo, batoste comprese, perché so già che ne uscirò trasformata ed arricchita, soprattutto a livello umano. E perché, almeno finché ne ho la possibilità, voglio vivermi questa vita assaporandone ogni singolo boccone, inghiottendo quelli amari, ma godendo all’infinito di quelli più dolci. E questo, per me, è un boccone dolcissimo.

Nota: se volete tenervi aggiornati sugli sviluppi di questa iniziativa potete farlo seguendo la mia pagina Facebook e l’evento collegato con l’hashtag #kadsmarathon, creato appositamente per pubblicare di volta in volta gli aggiornamenti e le novità principali. Buone corse (e buona vita) a tutti!




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2 thoughts on “I progetti sono sogni. Il mio è folle ma bellissimo.

  1. Dal tuo sorriso e’ evidente la gioia di voler partecipare alla maratona nel tuo paese d’origine. E questo sorriso ti accompagnera’ fino al traguardo il prossimo anno. E’ anche un sorriso di sfida alle difficolta’ che sono certo sarai capace di superare per essere presente a Seoul.
    E con la mia compagna koreana, faremo in modo di venire a trovarti ed applaudirti .
    Tantissimi auguri Nam Soon ed un abbraccio da Ulsan a tutta la tua bellissima famiglia. Ciao. Silvano

    1. Silvano, sono commossa. Hai capito tutto perfettamente, come sempre. Ti ringrazio per le splendide parole, le terrò a mente ogni singolo giorno fino al giorno della maratona. Un abbraccio

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