Scarpe running: on line vs negozio+mini recensione Saucony Ride 10

Trovare la scarpa ideale per correre può rivelarsi un’impresa più ardua di quanto si possa immaginare. Fra continue innovazioni, nuovi modelli e nuovi brand che si affacciano sul mercato, il mondo delle running shoes è veramente un pozzo senza fine, ed il runner alle prime armi (ma anche quello esperto) può realmente trovarsi disorientato nella scelta della scarpa più adatta alle proprie caratteristiche ed esigenze. Conosco runners che dopo anni ancora la loro scarpa ideale non l’hanno trovata, e non si può certo dire che il mercato non offra un’ampia scelta (per usare un eufemismo).

Ecco perché non è importante, ma FONDAMENTALE affidarsi a qualcuno che sia un esperto in materia, che sia continuamente aggiornato sui materiali e le nuove tecnologie,  e che ti dedichi tutto il tempo necessario affinché la scelta sia quella più giusta. Se poi corre anche lui, meglio ( e di solito è così).

Perché, diciamolo pure: la scarpa giusta (o la scarpa sbagliata) fa tutta la differenza del mondo nel vivere un’esperienza di corsa piacevole nel tempo oppure pessima a seconda dei casi, e soprattutto per evitare piccoli/grandi infortuni che ci condizionerebbero la vita più di quanto saremmo mai disposti ad ammettere…

Per usare un paragone attinente alla mia attività di beauty consultant, trovare la “scarpa perfetta” per un runner equivale a trovare la giusta tonalità di fondotinta o la crema anti-age che funziona per una donna “malata” di make up e di skin care.

Sarei ipocrita se negassi di aver mai comprato un paio di scarpe da corsa on line: vuoi perché attirata dal prezzo invitante, vuoi perché “Tanto sono una neutra pura, van bene tutte, basta che sia neutra, basta qualche recensione e che ci sia il numero”. Oppure: “Mi son sempre trovata bene con il modello xyz 6, anche il 7 sarà perfetto, anzi, meglio”

Sbagliato.

L’up grade di una scarpa non sempre fa rima con miglioramento, anzi, e poi, con il passare del tempo, le esigenze possono cambiare. Io ad esempio ultimamente mi sto orientando maggiormente verso scarpe più reattive che ammortizzate, cosa che solo fino all’anno scorso, guai! (Ebbene si, dopo tanto allenamento ora riesco ad ingranare anche la seconda ogni tanto… ;-)) Come è vero che esistono differenze sostanziali di vestibilità tra le varie marche e da un modello all’altro di uno stesso brand. Insomma, la scarpa va indossata e provata, sempre. Se poi si ha la fortuna di essere supportati da uno staff competente tanto meglio (anche se dovrebbe essere la regola, cosa che purtroppo non sempre è).

Dopo tanti acquisti sbagliati (sia on line che in store) che spesso hanno aggiunto al danno dello stress per organizzare il reso anche la beffa di trovarmi anche dopo il suddetto reso con un paio di scarpe inutilizzabili (perché quello che sembrava comodissimo in un primo momento si è spesso rivelato pessimo dopo qualche chilometro di corsa), ho trovato un punto di riferimento importante nel negozio Trirunnis di Pergine Valsugana (qui il link al loro sito, interessantissima la sezione blog).

Chi ha seguito l’intero progetto Kadsmarathon, sa che il negozio è stato fra i “sostenitori” dell’iniziativa con una lettera di sostegno commovente scritta da Marco Boffo (socio fondatore insieme a Monica Carlin e al fratello di quest’ultima) ed “omaggiandomi” di un paio di scarpe dopo un’analisi accuratissima del mio appoggio e delle mie caratteristiche.

Credo che Marco e Monica non abbiano bisogno di presentazioni, i risultati sportivi ottenuti e che tuttora ottengono parlano per loro, ma ciò che più colpisce è l’altissima professionalità e competenza di Marco nel “guidare” letteralmente il cliente verso la scelta migliore per lui: che si tratti di scarpe, racchette da tennis, barrette energetiche o calzini. Attenzione maniacale al dettaglio, precisione e profondissima conoscenza della materia sono le prime cose che saltano all’occhio guardando lavorare Marco. E poi si percepisce chiaramente l’immensa passione per lo sport, che si “respira” in ogni angolo del punto vendita. Scusate, non è poco. Ciò che mi preme sottolineare, comunque, al di là di tutto, al di là del bello e delle preferenze personali che ognuno ha ed è giusto che abbia (per un determinato brand, per determinate caratteristiche, per determinati punti vendita), è che mettersi nelle mani giuste è veramente importante, per i motivi elencati prima e, perché no? Anche per uscire da un negozio con la consapevolezza di aver compiuto una scelta ragionata, supportata da attenta analisi, esperienza, competenza. In una parola, giusta. Una consapevolezza reale, e non autoindotta per convincersi di un acquisto anche quando convinti del tutto non lo siamo (e non c’è cosa peggiore).

Nel mio caso poi è stata anche una “rivelazione”, oltre che un momento molto bello di condivisione di esperienze ed aneddoti sportivi. Abituata da sempre a correre con scarpe morbide, la scelta delle Saucony Ride 10 alla fine si è rivelata ottima: combinano ammortizzazione (soprattutto a livello del tallone) e reattività in un giusto compromesso, grazie alla presenza dell’Everun lungo tutta l’intersuola che disperde al meglio l’impatto favorendo un ritorno di energia superiore rispetto all’Eva tradizionale.

 

L’ho usata durante tutta la preparazione della maratona di Seoul, alternandola con altri modelli, e ci ho corso ogni tipo di allenamento: dalle ripetute corte in salita a quelle lunghe in pianura, i fartlek, i medi e i lunghissimi, sull’asfalto della ciclabile e sulle radici dei boschi vicino a casa; è una scarpa solida, ma anche leggera grazie al nuovo mesh più leggero e traspirante (240 gr la versione femminile), in parole povere è una scarpa “che bada al sodo”; la Ride 10 è anche la scarpa che ho indossato durante la mezza del personale a Verona lo scorso febbraio: in quell’occasione ho davvero sperimentato fino in fondo il concetto di reattività, apprezzando anche il modo in cui la scarpa si adattasse alla mia corsa e non viceversa. Stupita di come la suola sia ancora perfetta dopo tanti chilometri, l’unica “pecca” di questa scarpa, per quanto mi riguarda, è la calzata un pelo troppo avvolgente per il mio piede. Ne beneficerà sicuramente chi possiede due piedi più affusolati dei miei, che notoriamente assomigliano più a delle zattere che ai piedi di Cenerentola ;-).

Concludo rinnovando il mio personalissimo grazie a Marco e a tutto lo staff di Trirunnis che mi hanno fatto sentire una persona privilegiata e un’atleta “come quelli veri”. E sarà un caso che il progetto coreano ha cominciato a girare per il verso giusto dopo la loro adesione? (Vi assicuro, fino a quel momento ero in altissimo mare)… Forse si, forse no. Forse è “solo” questione di vibrazioni ed energie positive, ma amo pensare che in qualche modo quella Corea che vide protagonisti sia Marco che Monica durante i mondiali di ultramaratona nel 2006 mi abbia portato un pizzico di fortuna, coinvolgendo due campioni e soprattutto due persone straordinarie (tre con Daniele), facendo sentire anche me, nel mio piccolo, umilmente e a modo mio, una campionessa.

Buone corse a tutti! Con le scarpe giuste…

Ps: in ogni regione, in ogni città esiste almeno un punto vendita di articoli sportivi serio, con personale attento e competente. Spesso sono proprio le piccole realtà a riservare le sorprese più piacevoli (non so voi, ma io se trovo terreno fertile, starei ore a parlare di sport, metodi di allenamento, annessi e connessi). Quindi, se potete e ne avete la possibilità, investite un po’ del vostro tempo nella ricerca e nella scelta tecnica migliore per voi e per la vostra corsa: ne uscirete arricchiti e… Scommettiamo che non ve ne pentirete?

 




Tag:, , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*