Altra running, un Altro modo di correre (ed è subito amore)

Da poco ho ricominciato con un piano di allenamento che mi porterà a correre, se tutto andrà bene, la maratona di Berlino il prossimo 16 settembre. Il percorso che porta all’appuntamento con i 42 km non è mai scontato, ma io lo amo alla follia!

Di solito l’inizio preparazione della maratona autunnale coincide sempre con un appuntamento podistico per me imperdibile, il Giro del Lago di Resia (ne avevo parlato dettagliatamente qui), che quest’anno ho corso indossando un paio di scarpe nuove di zecca, le Intuition 4.5 di Altra Running. E’ un po’ da incoscienti gareggiare con un paio di scarpe mai indossate prima, ma fin dalla primissima calzata in Corea mesi fa le ho sentite mie, più di ogni Altra. 😉

Faccio parte di quella categoria di podisti che ama “ruotare” più di una scarpa durante i propri allenamenti: non so se sia l’approccio migliore in assoluto, so per certo che su di me funziona e che da quando l’ho adottato non ho mai avuto grossi problemi (tradotto: infortunio).

Ho la grande fortuna di non avere particolari problemi di appoggio, ed essendo una neutra pura (come confermatomi dall’accuratissima analisi dell’appoggio effettuata da Trirunnis mesi fa, qui il link al post), ho sempre spaziato da un brand all’altro senza eccessive difficoltà, trovando negli anni (come è giusto che sia) quelli più consoni al mio modo di correre, alla mia calzata, alle mie esigenze e…. Ai miei zoccoli. Si, perché io non ho piedi, ho praticamente due zattere, dei parallelepipedi, dei mattoni fatti di pelle, ossa e tendini: tutto tranne che due piedi affusolati. Che il valletto di corte del principe azzurro di Cenerentola, manco si sarebbe avvicinato per farmi provare la scarpetta di cristallo…

Scherzi a parte, per me, la prima caratteristica indispensabile in una scarpa è che non mi costringa troppo il piede, anche perché soffro di alluce valgo a quello destro.

Tutti i modelli Altra dispongono della tecnologia Foot-Shaped Toe Box, che le fa apparire un po’ squadrate (e anche inusuali se non proprio buffe) rispetto ai modelli tradizionali, ma che permette alle dita del piede di aprirsi in modo naturale ed all’alluce di rimanere diritto anche in fase di spinta. Le ho testate sia su allenamenti di ripetute lunghe in salita, che brevi sul piano, oltre che in gara al Resia (su percorso misto, asfalto, sterrato, erba) e sicuramente è nato  un nuovo amore. Soprattutto in salita, dove spesso bisogna spingere anche con l’ultimo millimetro di dito (oltre che con tutto il resto), non ho avvertito nessun fastidio all’alluce in questione, dove, ad esempio, con altri modelli un pizzico di stress l’ho sempre patito, andando a modificare l’intero assetto (già problematico di suo) e sovraccaricando tutta la mia parte sinistra.

La Intuition 4.5 è una scarpa adatta per ogni distanza fino alla mezza maratona, e come tutti i modelli Altra è una scarpa “zero drop”, cioè con nessun differenziale tra tallone ed avampiede: praticamente questi sono alla stessa distanza dal terreno, favorendo una tecnica di corsa più efficace ed efficiente, perché si è portati istintivamente ad avanzare con il busto e ad appoggiare più di avampiede  che di tallone: in questo modo si riduce la forza impattante con il suolo, a tutto vantaggio di articolazioni e schiena (e la mia ringrazia di tutto cuore). Credo che correre in modalità zero drop (o con drop minimi) non sia per tutti, o quantomeno, sempre in base alla mia personale esperienza, ritengo sia necessario darsi del tempo per abituarsi ad un modo di correre totalmente differente. Pochi millimetri sono in grado di scatenare grandi differenze: sembra incredibile ma è così. Correre con drop minimi (o zero) significa andare a sollecitare più dell’usuale il tendine d’Achille e il polpaccio, anche queste parti del mio corpo notoriamente… Come dire… Possenti? Insomma, tutto tranne che gracili, ma in questo specifico caso ben venga! Problemi zero, anzi, sensazioni meravigliose praticamente dalla prima falcata: c’è da dire comunque che quello di correre con drop minimali, è un processo che avevo intrapreso già da un po’ con la Performance Division di Skechers, un altro brand con cui mi trovo benissimo e con cui ho siglato i miei due pb best più belli in maratona: Houston e Seoul. (Se siete curiosi, qui la recensione delle Go Run Ride)

A differenza del brand californiano però, noto per l’incredibile morbidezza delle sue intersuole, Altra si contraddistingue per una reattività molto più accentuata senza trascurare l’ammortizzazione, grazie alla tecnologia Innerflex™ che con le sue scanalature interne integrate alla suola intermedia garantisce una flessibilità globale e conseguente miglioramento della velocità. In quattro parole: sono “secche” e leggere. Altra dichiara un peso di 204 gr per la Intuition 4.5, in realtà la scarpa pesa qualche grammo in più.

L’ammortizzazione è garantita dalla tecnologia A -bound™, un composto ecologico ottenuto da materiali riciclati che restituisce energia ad ogni passo, comprimendosi fino a due/tre volte in meno rispetto alla compressione del 70-90% delle schiume tradizionali, favorendo così una durata maggiore della scarpa.

Dati tecnici a parte, la sensazione più nitida che ho avuto sinora è quella di una scarpa che si fonde con il mio piede, diventandone il prolungamento naturale praticamente senza “sentirla” addosso; se a questo aggiungo il fatto che ho la netta sensazione che da quando corro con le Altra la mia frequenza di passo sia migliorata, come faccio a non esserne innamorata? Sto terminando il post reduce dal Giro del lago di Levico, e nonostante il percorso duro e le gambe di legno, non posso che confermare le sensazioni appena descritte. Il diluvio finale mi ha permesso di apprezzare il Quick Dry Air Mesh, il tessuto ad asciugatura rapida con cui è costruita la tomaia: domani mattina potrei già ricorrerci (peccato che lavorerò ;-))

Riassumendo, consiglierei le scarpe Altra a quei runners che possiedono piedi “importanti” e che soffrono a calzare le scarpe tradizionali, o che magari, come me, soffrono di alluce valgo: sono un vero sollievo per il piede. Le Intuition 4.5 sono scarpe leggere ma ammortizzate, perfette per correre i classici medi di 15/18 km per intenderci (ma anche per le ripetute e le uscite easy). Il drop zero può spaventare, ma in base alla mia esperienza, una volta abituati… Difficile tornare indietro. Eventualmente, Altra consiglia un periodo di transizione variabile in base al livello ed alle caratteristiche di ognuno. Poi è tutto soggettivo, l’universo scarpe è talmente ampio e personale che risulta impossibile generalizzare.

Però….

Però mi sa tanto che la maratona di Berlino la correrò con le Altra…

Buone corse a tutti!

 



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