“La mia Venice Marathon” by Giulia

Ho voglia di scrivere 2 righe sull’impresa che ho compiuto ieri; finché i ricordi sono caldi, le gambe doloranti e l’emozione vivissima…
33’ HUAWEI VENICE MARATHON: la mia 4’ maratona ma la 1’ a Venezia e comunque le altre risalgono a 4 anni fa ormai….

La scelta di correre questa maratona è stata fatta appena 10 giorni prima. L’obiettivo iniziale era Ravenna: da mesi mi stavo allenando seriamente con tabella 5/6 volte in settimana, puntando a fare un buon personale sulla distanza regina. Però mi sentivo già pronta, in anticipo rispetto al previsto (IO! IN ANTICIPO!!)

E’ stata la mia amica/consulente/collega/confidente/runner KIM a darmi l’input per ragionare sul mio stato di forma e mi ha consigliato di correre proprio la Venice Marathon, a cui lei è particolarmente legata.
Un altro paio di consulenze con altri amici runners e… SCELTA FATTA!!! Venezia! Avrei corso con un anticipo di due settimane rispetto a Ravenna! Il 18 ottobre MI SONO ISCRITTA ALLA 33’Venice marathon, e la notte successiva non ho chiuso occhio! Ore insonni in preda a pensieri, rimorsi, incertezze, convinzioni e ripensamenti; in mezzo tanti MA e tanti SE.

Per fortuna che corro per il mio benessere…

Sabato 27 ottobre: arriviamo a Mestre (con me c’è anche mio marito), pettorali, hotel, formalità….. il tempo regge quindi decidiamo di andare a vedere dove e com’é organizzato l’arrivo. Così, tanto per capire… Fra calle, ponticcioli, stradine, corridoi e cunicoli arriviamo in Piazza San Marco e Riva 7 Martiri per poi rientrare in terra ferma attraverso altre calle, stradine, ponticcioli…. Totale 3 buone ore di camminata in una città FANTASTICA! Venezia è davvero incredibile!!
Rientriamo in hotel, cena a base di carboidrati, notte tranquilla, sveglia alle 6, colazione da RE!
Pullman per Stra. PIOGGIA! Uffa! Esattamente in questa sequenza …
Alle 9.20 colpo di pistola: si parte ed il cielo si apre lasciando posto a qualche raggio di sole, forse in nostro onore….

Inizia LA MIA maratona! Tanto lavoro, fatica, sudore, allenamenti e tempo, tempo, tempo, tantissimo tempo passato in ciclabile a correre!

Al 5’ chilometro mi rendo conto che sì, il ritmo è quello che mi ero prefissata ma… Le gambe fanno troppa fatica a reggerlo! UFFA, UFFA, UFFAAA!!!! Corro bene, tengo il tempo ma….NON CI CREDO!

“Dai gambette belle, niente capricci! Non oggi!!”

E’ pure caldo e umido per la pioggia di poco prima… MA NON VOGLIO RALLENTARE!
Sono qui per fare un ottimo tempo! O si fa! O si muore! (mica per davvero eh..)
Spero sia solo la fase di riscaldamento, un brutto sogno che poi svanisce, di solito corro bene dopo il 10’ chilometro….
Al 2’ ristoro, a 10 km e poco più, mi devo fermare qualche secondo a bere e riprendere un po’ di fiato!
OMMIODDIO!!!!! Ne ho ancora 3 volte tanto!
Riparto… Cerco di capire il PERCHE’!? Il giorno di disordine intestinale la settimana prima!? O probabilmente la mega camminata di ieri!? Avrò tirato troppo l’ultimo allenamento, o poco quello prima!? La cena di ieri?… O la colazione di oggi!? Forse l’inquinamento, il buco nell’ozono, l’allineamento dei pianeti…
Il tempo scorre inesorabile, ed i chilometri si susseguono, uno dopo l’altro, con fatica.

Siamo in tanti; che bello, un po’ ci si tira… Ma c’è già qualcuno che si ferma e si ritira… NON LI DEVO GUARDARE!
Avanti così, i miei lap, fissati ogni 3 km per avere una media più attendibile, sono buoni; il fiato un po’ meno! MANNAGGIA!!
15 mo chilometro, altro ristoro, altra mini pausa, mando giù un gel, che forse…
Ma non ce la posso fare!
Mi raggiunge un amico e per un po’ corriamo insieme, poi lo perdo….
Vedo in lontananza un compagno di squadra, e piano piano piano lo prendo, due parole (non di più), un cenno di saluto… Il crono della mezza è deludente e faccio troppa fatica! Non ce la posso fare! Forse mi ritiro!!

E’ dopo quest’ultimo pensiero che arriva! E’ solo nella mia mente ma sembra un TUONO che parte da lontano e punta verso di ME!
NON SE NE PARLA PROPRIO!! NON DEVO E NON POSSO MOLLARE!
Mi torna in mente il video d’incitamento che mi hanno mandato le mie colleghe; sorrido, quasi commossa! Penso a mio marito che mi sta aspettando al traguardo, agli amici ai quali ho detto che avrei partecipato e che mi chiederanno “Com’è andata?” Penso agli amici runners che non vedendomi in classifica capiranno, rimanendo in silenzio, quasi religioso, per non infierire. A mia mamma, alla quale potrei dire semplicemente: “C’era vento, era troppo dura, ho mollato” e lei risponderebbe categorica: “ Valà, valà, basta star a casa!”
Penso ai miei figli, che danno per scontato che io arrivi in fondo! Altrimenti, i mesi di pranzi spartani, cene veloci e pulizie sommarie a che sono serviti????
E poi ci sono io!! Non me lo perdonerei MAI!!!
Però è dura accidenti!
Ragiono, siamo più di 6000! E’ dura per tutti! Quindi, si va avanti!
Altro gel, altre brevi pause ai ristori per bere e rifiatare un pochino.
Supero bene il lungo cavalcavia che porta al parco San Giuliano. Mi dà fiducia.
30 chilometri sono fatti, qualche sali-scendi e un paio di curve sono una variante positiva!
Il Ponte della Libertà è lì che mi aspetta: credo di morire.
Sarebbe una strada bella, dritta, lunga come piace a me, ma… C’è un vento della malora!
Incontro sempre più spesso atleti fermi, zoppicanti e doloranti!
Non li devo guardare.
Per fortuna raggiungo o forse vengo raggiunta dai ‘pacer’: sembrano balene con attaccati tanti pesciolini! E mi attacco anche io!
Continuo a ripetermi come un mantra: “Devo arrivare in fondo a questo ponte maledetto, che se mi fermo sono perduta!”

Fisso dei traguardi mentali: al 33mo chilometro il lap del mio garmin, al 35’ km circa il ristoro, al 36’ km altro lap del garmin… Come se dovessi fare delle ripetute!
CORRO, VADO, CONTINUO. Il “passo” è un disastro, con questo vento anche i pacer faticano…
Ponte finito, entriamo a Venezia. In qualche modo arriverò al traguardo ma sono sfinita!
Lascio andare balene e pesciolini, mi stacco e mi sento un po sola, non c’è molta gente a bordo strada, io non vedo niente e nessuno.
Al 38’ o forse 39’ km quasi cammino e bevo il gel che un ragazzino benedetto mi ha allungato all’ultimo ristoro!
Buono, gusto caffè…. Mi immagino seduta in un bar! Sto delirando…
Un filo di carica me la dà, riprendo la corsa, so che fra poco ci saranno i famosi ponti di Venezia! Timore o sollievo??
Mi accorgo che piove, non tanto, non mi sembra… Durante il percorso qualcuno aveva detto che non si sarebbe fatto il giro in Piazza San Marco per l’acqua alta…
OK! Boooh… Peccato!
Siamo alla fine (io di sicuro) e, come si dice, dove non arrivano le gambe arriva il cuore! SPERIAMO!!
Non so più dove sono, nè quel che faccio, sono uno zombie che procede a tentoni … All’improvviso un ponticciolo… E mi ritrovo con le gambe in acqua, fino alle ginocchia!!
Ma… ma… ma… Che diavolo succede!!??
Acqua alta a Venezia! QUESTA è l’acqua alta di Venezia??? Sono sbalordita!
Tutta la strada bordo mare è inondata da 40 o più centimetri di acqua che sciaborda entrando nelle viottole!!! ECCO da dove arriva l’acqua di Piazza San Marco! Il vento la spinge dal mare! Non ci avevo pensato!!!
Mi sento sciocca, ignorante e superficiale!
Questo inedito inaspettato insieme alla rinfrescata alle gambe mi danno una carica pazzesca!
Inizio a saltellare nell’acqua, come una rana nello stagno…. Acqua, ponte. Ancora acqua e un altro ponte e avanti così per i due chilometri e 10/12 ponti che mancano….
Sull’ultimo vedo e saluto mio marito e poi mi butto verso il traguardo correndo in preda ad un raptus di felicità quasi isterica!!

 

HO CONQUISTATO VENEZIA!!
Una città pazzesca, unica ed incredibile
Ho sfidato pioggia, vento, fatica ed acqua alta e ce l’ho fatta! Malgrado tutto, tutti e malgrado me!
Sono strafelice e fiera di me stessa!

Con questa maratona porto via un ottimo risultato, che esula dal cronometro: Venezia mi ha regalato tanta fiducia in me stessa e consapevolezza della mia forza di volontà, e si… Anche un po’ della sua anima, conquistata con cuore e sudore in una giornata che rimarrà nella mia (ma non solo) storia!

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